Auto, Di Maio: tavolo con costruttori e consumatori

Dopo le polemiche riguardo l’emendamento alla legge di Bilancio sulla tassazione delle auto, Luigi Di Maio tenta la mediazione: “Ho deciso di convocare un tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano”, ha scritto il Vicepremier su Facebook. A Radio anch’io Matteo Salvini si dissocia dalla norma, intanto dicendosi “contrario ad ogni ipotesi di nuove tasse sull’auto che è già uno dei beni più tassati”.

Una nuova divergenza quindi in seno al governo con il tentativo di mediazione di Di Maio che precisa meglio i soggetti coinvolti al tavolo tecnico ministeriale. Il vicepremier grillino vuole dialogare “con i costruttori, a partire da Fca, e con le associazioni dei consumatori. Insieme troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall’inquinamento, senza pesare sul portafogli”. Intanto mentre monta la polemica politica, la Cgia di Mestre ha quantificato in 50.000 i posti di lavoro a rischio a causa del rincaro delle tasse sulle auto a benzina e diesel. Senza dimenticare che anche l’Anfia si è pronunciata sul problema.

E anche il Codacons è pronto alla guerra legale contro qualsiasi nuova tassa sulle auto. L’associazione dei consumatori annuncia battaglia contro l’emendamento sulle auto: “non è possibile colpire ancora una volta gli automobilisti, che rappresentano la categoria di utenti più tartassata d’Italia. I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno utilizzato gli automobilisti come “bancomat”, inserendo tasse a loro carico e aumentando le accise ogni volta che serviva reperire risorse economiche e trovare coperture finanziarie, e ancora una volta siamo in presenza di un emendamento teso a colpire unicamente tale categoria di cittadini. In tal senso la tassa sulle auto sarebbe incostituzionale perché introdurrebbe discriminazioni a danno di una sola tipologia di contribuenti e rappresenterebbe esclusivamente un sistema per fare cassa”.

“Non vogliamo assolutamente penalizzare le famiglie che oggi hanno difficoltà e a volte acquistano l’auto meno costosa col motore meno performante, come la ‘Pandarella’, come la chiama il ministro dell’Ambiente Costa, o la Punto”, si è difeso Di Maio su Facebook. Tanto meno si vuole “creare uno shock al mercato dell’auto in Italia, ai costruttori e ai lavoratori: chi può lo può dire meglio di me che sono di Pomigliano d’Arco, la mia città è cresciuta intorno a quella che fu l’Alfasud”.

La norma sulle auto, ha ricordato Di Maio, “è passata in legge di Bilancio così alla Camera, ma al Senato la possiamo migliorare ancora”. Quindi, ha concluso, il tavolo con i costruttori e i consumatori annunciato in precedenza verrà fatto “al più presto, perché la legge di Bilancio va al Senato la prossima settimana”.