13 Dicembre 2018

Manovra, il silenzio dei Vicepremier dopo l’incontro Conte-Juncker

Alessandro Pulcini

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Una base per un accordo con l’Europa è stata creata, ma la trattativa (come sottolineato da Moscovici) e soprattutto i conti interni alla manovra (e alla maggioranza) non sono ancora terminati. Il resoconto di Giuseppe Conte, tornato dall’incontro di Bruxelles con Juncker con un 2,04% di rapporto deficit pil, non ha per il momento ricevuto commenti pubblici da Di Maio e Salvini. I due Vicepremier hanno lasciato in silenzio la cena di ieri sera con il Presidente del Consiglio, che è stato l’unico a farsi sfuggire qualche parola, per quanto vaga. Domani si chiude con l’Europa? “Vediamo…”, ha risposto ai giornalisti il premier, convinto che gli emendamenti del Governo alla manovra arriveranno “nei prossimi giorni” e che si confida di approvare in via definitiva il testo in Parlamento “prima di Natale”.

“Non sono previste” domattina nuove riunioni a Palazzo Chigi, risponde Conte a chi lo interpella. E a Bruxelles, aggiunge, tornerà nel pomeriggio “per il Consiglio europeo”, non per altro. La partita quindi non è affatto chiusa, ma su come proseguirà il lavoro per cambiare la legge di bilancio e provare a evitare la procedura d’infrazione, Conte non aggiunge molto di più. Ai vertici di M5s e Lega ci sarebbe più di un timore su come saranno reperite le risorse per far calare il deficit, a partire dai tagli su quota 100 e reddito di cittadinanza. E ora sarà corsa contro il tempo per portare le modifiche in Parlamento e approvare la legge di bilancio prima di Natale: “Confidiamo di riuscire, così facciamo delle feste più contenti…”, dichiara il premier.

Ci sarebbero massima attenzione e anche tensione dietro il silenzio dei vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, vociferavano fonti di governo al termine dell’incontro Conte-Juncker. I leader di M5s e Lega ora starebbero ragionando con il premier non solo sulla traduzione in atti concreti nella manovra di numeri e cifre ma anche sulle modalità della presentazione di queste nuove misure. Conte ha subito rassicurato, nelle dichiarazioni alla stampa, che ci sono i margini per ridurre lo stanziamento senza intaccare i due interventi. Altre risorse, ha detto, verranno da dismissioni immobiliari. Ma a Roma speravano che l’asticella del deficit potesse fermarsi un po’ più su, anche per non dare un segnale politico di cedimento. Anche perchè passare dal 2,4 ad un quasi 2 comporta inevitabilmente una messa a punto di oltre 7 miliardi su una manovra complessiva di 36 miliardi. E il tweet di Salvini, che arriva dopo le 22, rimarca la necessità di “mantenere gli impegni” oltre a evitare la procedura d’infrazione. Di Maio aveva twittato un messaggio di incitamento a Conte, a incontro con Juncker in corso, poi più nulla. Nel vertice serale a cena, presenti anche Giancarlo Giorgetti e Riccardo Fraccaro, si discute così proprio di come mantenere in concreto l’impegno preso da Conte e Tria senza impattare sulle misure (sembra vacillare, ad esempio, la promessa di fermare l’adattamento dell’età per le pensioni all’aspettativa di vita). Le prossime ore, come sottolinea ancora Salvini, saranno ore di lavoro e trattativa, sia dentro che fuori il governo: entro il weekend l’eventuale accordo dovrà tradursi in emendamenti in manovra. E, sebbene venga minimizzato l’effetto che il taglio stimato da 3,5 miliardi avrà su pensioni e reddito, gli alleati di governo sottolineano che l’attenzione sarà massima.

 

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