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Il premier dei cittadini

Toni pacati, sguardo rassicurante, parole misurate. E un interlocutore solo, i cittadini. Per la sua prima Conferenza stampa di fine anno il premier Giuseppe Conte sceglie un approccio in linea con l’ortodossia grillina ma lo declina secondo il profilo che si è costruito in questi sette mesi, quello del mediatore e del facilitatore, prima all’interno dell’alleanza giallo-verde e poi nella lunga e complicata partita con Bruxelles. Parla per tre ore, rispondendo alle domande dei giornalisti, senza perdere mai di vista un’impostazione evidentemente studiata con cura. Guarda la platea dei rappresentanti della stampa ma si rivolge sempre al popolo, quello della tv e dei social, che lo segue in diretta. E la parola cittadini ricorre con una frequenza impressionante.

Primo tema, decisivo per la tenuta del consenso: le tasse. “Non stiamo aumentando la pressione fiscale sui cittadini. La pressione fiscale noi per i cittadini l’abbiamo alleggerita“. Quando parla della sua esperienza personale, lo fa descrivendo un premier che rispetta un “modus procedendi” che, nella sua narrazione, lega le promesse fatte ai provvedimenti varati. “Ciò consente ai cittadini di recuperare la fiducia nel sistema
politico”. Immediato il riferimento alla vecchia politica. “Stiamo contribuendo a ridurre quella frattura tra classi politiche e cittadini, non siamo il governo delle lobby e dei comitati d’affari. Io non ricevo esponenti di comitati d’affari ma persone che hanno incarichi istituzionali e rappresentano interessi ala luce del sole”, dice tra l’altro. Lancia quindi una nuova iniziativa nel solco di una propaganda ormai collaudata: “Donne e uomini normali, gesti esemplari”. Una iniziativa che, spiega, “avrà come obiettivo l’individuazione di cittadini normali che hanno compiuto gesti che rappresentano un esempio per tutti”.

Quando parla della prospettiva del governo, torna il concetto della fiducia da non tradire. “Nessuno è portatore di interessi lobbistici o particolari. Finche’ l’amalgama si conserverà, io ritengo per 5 anni, sarebbe un grave errore tradire una prospettiva cosi’ riformatrice anche agli occhi dei cittadini“.

Nel rapporto diretto con i suoi interlocutori, è inevitabile che la stampa risulti essere un corpo intermedio da gestire con attenzione. Conte, incalzato sul taglio dei finanziamenti all’editoria e sulla crisi inevitabile che ne deriva per tante testate storiche, risponde facendo riferimento proprio all’utente finale. “Affrontiamo tutti questi temi con franchezza senza pensare che si voglia attentare alla liberta’ di informazione che ha un altro polo, che è la libertà dei cittadini di essere informati“.

Ancora più facile privilegiare questo approccio quando si parla di disparità e ritardo del Meridione. “Vorrei che i cittadini delle aree più disagiate venissero risollevati e marciassero all’unisono con quelli delle parti più sviluppate”. Oppure quando il faro si sposta sulla sicurezza: “ho espresso il pieno sostegno del governo alle forze armate che hanno la missione di garantire l’incolumità dei nostri cittadini e la sicurezza, mi sento da questo punto di vista un patriota. I nostri in missione sono una bandiera per l’Italia”.