fbpx

Martina: questo governo è contro lavoro e impresa

Questo è purtroppo un governo contro il lavoro e l’impresa. Io voglio un Pd capace di rappresentare il lavoro che cambia”. Lo dice Maurizio Martina, candidato alla segreteria del Pd, in una intervista all’Adnkronos in vista del Congresso. “Pongo con forza la questione salariale: gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono troppo bassi. Abbiamo troppi lavoratori poveri -spiega Martina- Va tagliato il costo del lavoro a tempo indeterminato per mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori e abbattere i costi per le imprese. Altro che l’assistenzialismo improduttivo di Salvini e Di Maio”.

Martina prosegue: “Dobbiamo introdurre il salario minimo legale per chi non ha un contratto nazionale. Allargare le tutele ai nuovi lavori e alle partite Iva. Abolire i tirocini gratuiti. Dobbiamo garantire una quantità di base di una risorsa sempre più scarsa che è il tempo. Serve per legge un tetto di ore al mese sul modello tedesco per favorire nuova occupazione. Serve potenziare il sostegno alla partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa. Serve allargare gli ammortizzatori sociali in chiave universalistica. Tutto questo per fare davvero del Pd, nel Paese reale, il partito del lavoro che cambia”.

Fatta la premessa, arriva la proposta. “Faccio appello a tutti i cittadini perché il prossimo 12 gennaio scendano nelle piazze italiane con noi. Studenti, lavoratori, pensionati, professionisti, insegnanti, imprenditori. Tutti coloro che sono stati beffati da Lega e Cinque Stelle”. Il candidato alla segreteria del Pd ricorda quindi gli effetti della manovra approvata. “Ci sono 7 miliardi di tasse in più per famiglie e imprese. Tagli alla scuola, alle politiche per la disabilità, ai pensionati. Dobbiamo lavorare all’alternativa perché -sottolinea- questo Paese non si merita un governo così”.