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Quota 100: Boeri, aumenterà il debito implicito di 38 mld

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Un aumento del debito implicito di 38 mld, che potrebbe lievitare a 90 mld. Così Quota 100 “graverà comunque sulle generazioni future”, afferma il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso di una audizione alla Commissione Lavoro del Senato. Boeri ha spiegato non solo che se la misura resterà sperimentale per tre anni (e fino al 2026 per la pensione anticipata) aumenterà il debito implicito di 38 miliardi, ma anche che se queste misure diventassero strutturali l’aumento del debito implicito lieviterebbe a oltre 90 miliardi.

Ad oggi sono arrivate all’Inps 18.000 domande per l’accesso alla pensione anticipata con Quota 100, un terzo delle quali da dipendenti pubblici, afferma Boeri, spiegando che molte delle domande arrivano dalle regioni meridionali: 4 su 10 da Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. “Questo si spiega – dice – con il fatto che abbiamo spesso a che fare con persone non occupate, più pronte a fare domanda di pensione. Questo dovrebbe far riflettere sull’idea che il pensionamento liberi posti di lavoro”.

Meno pessimista Confindustria, che nella Quota 100 vede “una positività”, afferma Pierangelo Albini, direttore Welfare di Confindustria, che in audizione sul decretone al Senato ha spiegato che il provvedimento “introduce flessibilità nelle uscite“. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di “considerare gli equilibri complessivi e intergenerazionali e soprattutto bisogna capire se si tratta di una regola o di un’eccezione”. “Non riusciamo mai a mettere in cantiere uno strumento solido che consenta flessibilità ma continuiamo – ha aggiunto – a costruire un’eccezione rispetto alla regola che alimenta le aspettative di vedersi gratificare le singole richieste”.