Scontro Italia-Francia: la posta economica in gioco

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La Tav, la partita Alitalia-Air France, quella Fincantieri-Stx. I legami economici tra Italia e Francia sono stretti e coinvolgono una serie di dossier chiave. Per questo le tensioni di questi giorni, arrivate ben oltre il livello di guardia, rischiano di avere pesanti ripercussioni anche per le imprese e il tessuto produttivo.

Prima conseguenza concreta, pesante, sarebbe il passo indietro di Air France-Klm dal salvataggio di Alitalia. Il Sole 24 Ore, citando fonti autorevoli, spiega che “la decisione è dovuta a motivi politico-istituzionali in seguito al richiamo a Parigi dell’ambasciatore a Roma”. Le Fs, scrive il quotidiano, erano in attesa dell’impegno ufficiale del cda di Air France-Klm (che nell’ipotesi sul tavolo avrebbe partecipato all’operazione insieme a Delta), “ma ieri è arrivato il no di Parigi”. Mentre arriva un “no comment” dalla compagnia aerea francese, il vicepremier Luigi Di Maio assicura che le scelte di Air France non sono influenzate dagli ultimi sviluppi sull’asse Roma-Parigi: “Sto seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi. L’entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso. Mettiamola così, non dico altro”.

Il capitolo Tav, già complicato per la frattura interna alla maggioranza di governo, è un altro terreno di potenziale scontro con i transalpini. Tanto che sta salendo anche il pressing della Commissione Ue. L’Italia dovrà dire cosa vuole fare sul progetto di linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (Tav) il più presto possibile, nelle prossime settimane, perché c’è già un ritardo sulla tabella di marcia dei lavori, e questo aumenta il rischio della perdita dei fondi, ribadiscono fonti europee, ricordando che tra pochi mesi sarà fatto un check up dei finanziamenti della Connecting europe facility.

Anche il percorso che porta all’acquisizione dei cantieri di Saint Nazaire di Stx da parte di Fincantieri potrebbe complicarsi. E’ chiaro che rapporti politici tesi non aiutano quando è in corso la raccolta di documentazione e di argomenti sufficienti a convincere l’Antitrust Ue a dare il suo via libera.

In questo scenario, arriva l’appello del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Rivolgo un appello al premier che chiami Macron e normalizzi la vicenda con la Francia, specificando che sono state delle battute a livello di partiti e non rapporti tra governi”. Il numero uno di Viale dell’Astronomia, quindi, aggiunge: “Conte, che è stato garante di tutti noi italiani per evitare la procedura di infrazione, ora sia garante di tutti noi per la normalizzazione dei rapporti diplomatici e quelli dei governi tra Italia e Francia, perché una cosa sono i rapporti tra Paesi e un’altra le piattaforme dei partiti. I francesi hanno investito 60 miliardi di euro in Italia e noi 25 miliardi in Francia e forse è opportuno evitare frizioni gratuite e quindi calmierare questa situazione”.