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Industria: -7,3% annuo per il fatturato, è il minimo dal 2009

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Il mercato interno va male, il mercato estero va peggio, e il risultato è la maggior flessione tendenziale dal 2009: il fatturato dell’industria italiana infatti, a dicembre 2018 diminuisce del 3,5% rispetto a novembre, subendo il ribasso più forte proprio sul mercato estero. Secondo l’Istat questo significa, su base annua, una caduta del 7,3% (dato corretto per gli effetti di calendario). Si tratta della flessione tendenziale più accentuata dal novembre del 2009.

La diminuzione congiunturale ha quindi riguardato sia il mercato interno (-2,7%) sia, in misura più accentuata, quello estero (-4,7%). Analizzando i principali raggruppamenti di industrie, la flessione risulta generalizzata: -1,8% i beni di consumo, -5,5% i beni strumentali, -1,7% i beni intermedi e -9,7% l’energia. Nel quarto trimestre l’indice complessivo del fatturato, sottolinea l’Istat, scende così dell’1,6% rispetto al trimestre precedente. Su base annua, tutti i principali settori di attività economica registrano dei cali. I più rilevanti sono quelli dei mezzi di trasporto (-23,6%), dell’industria farmaceutica (-13,0%) e dell’industria chimica (-8,5%).

Gli ordinativi dell’industria italiana, inoltre, a dicembre 2018 calano dell’1,8% rispetto al mese precedente, a causa delle perdite subite sul mercato estero. Su base annua l’Istat registra una flessione del 5,3% (dato grezzo), la più ampia dal luglio del 2016. Anche sul ribasso tendenziale pesa soprattutto la cattiva perfomance registrata fuori confine. Nel dettaglio, a dicembre la riduzione degli ordinativi è la sintesi di un incremento delle commesse provenienti dal mercato interno (+2,5%) e di una marcata contrazione di quelle che arrivano da fuori (-7,4%). In termini tendenziali, invece, il ribasso risente sia della perfomance domestica (-3,6%) che di quella estera (-7,6%). Guardando ai diversi settori, l’Istat registra una crescita per il solo comparto dei macchinari e attrezzature (+5,4%), mentre la diminuzione più marcata si rileva per l’industria delle apparecchiature elettriche (-21,4%). Dicembre nero per il fatturato e gli ordinativi nel settore degli autoveicoli. I ricavi hanno infatti segnato una diminuzione tendenziale del 7,5%, mentre le commesse su base annua sono scese del 18,4% (dati grezzi).

Nella media del 2018 poi risultano in frenata sia il fatturato che gli ordinativi: la crescita del primo si ferma al 2,3%, dal +5,6% dell’anno precedente (dati corretti per gli effetti di calendario); mentre per le commesse si registra un +2,0%, in deciso rallentamento a confronto con il +6,3% del 2017 (valori grezzi). Ripercorrendo gli ultimi dodici mesi, l’Istituto di statistica fa notare come il fatturato nel corso dell’anno abbia “mostrato un andamento tendenziale stabile nei primi nove mesi, con un peggioramento nell’ultimo trimestre”.

“Sono dati che fanno riflettere e che impongono un dovere ed una responsabilità di tutto il Paese a reagire ad un contesto economico che sta rallentando che è arrivato anche in casa essendo il nostro un Paese ad alta vocazione all’export”, ha affermato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Una delle proposte che abbiamo fatto è quella di aprire immediatamente i cantieri che sono elementi cosiddetti anti ciclici che comporterebbero occupazione e più crescita. La questione temporale diventa importante: in quanto tempo lo facciamo diventa dirimente”, ha affermato a Foggia il presidente di Confindustria.

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