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Per Cattolica assicurazioni l’utile migliore del decennio: 107 mln

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Nel 2017 Cattolica assicurazioni aveva chiuso con 41 milioni di utile. Nel 2018 il risultato è più che raddoppiato: 107 milioni di euro per il gruppo guidato da Alberto Minali, ovvero il miglior risultato degli ultimi dieci anni. Il dato è stato premiato in Borsa: il titolo balza del 1,8% a 8,6 euro a Milano. La cedola proposta ai soci, si legge in una nota, è di 0,4 euro ad azione, in rialzo del 14,3. Risultati che rafforzano la posizione di Minali, in vista dell’assemblea del 13 aprile. Se dovesse vincere la lista Cattolica al Centro, in ogni caso, l’Ad – forte, a suo dire, del sostegno delle Fondazioni – ha già avvertito che lascerà il suo ruolo, mentre non sembra preoccupato dalle voci su una lista di Berkshire Hathaway, la società di Warren Buffett – che detiene il 9% della compagnia veronese.

La raccolta premi complessiva è salita del 15,7% a 5.793 milioni di euro, anche se segna un calo del 3,6% se calcolata in termini omogenei sul 2017. Il risultato operativo è salito del 42,2%, a 292 milioni (+17,8% in termini omogenei), grazie alla “maggior produzione” e al “miglioramento dei margini tecnici”. In linea con quanto dichiarato nel piano industriale e fatti salvi eventi straordinari ad oggi non prevedibili, “il gruppo ambisce per il 2019 ad un’ulteriore crescita del risultato operativo”.

Nel ramo danni la raccolta è cresciuta del 4,4% (+1,3% in termini omogenei) mentre nel vita l’aumento è stato del 23,2% (-7,1% in termini omogenei) ed è accompagnata da un’azione di revisione dei prodotti con progressiva riduzione del profilo di rischio. La profittabilità tecnica dei rami danni migliora grazie alla riduzione di 1,3 punti percentuali del combined ratio, sceso al 93,4%, nonostante i maggiori costi necessari a sostenere le attività del piano industriale. L’indice Solvency II del gruppo, assumendo la prevista distribuzione del dividendo, è pari al 172% e non ha beneficiato della misura controciclica del ‘country specific volatility adjustment’, che permette di sterilizzare gli effetti dello spread. Il cda ha anche fissato la data dell’assemblea dei soci, che si terrà il 13 aprile in seconda convocazione e che dovrà procedere, tra l’altro, al rinnovo del cda.

“Cattolica chiude l’esercizio con un risultato eccellente che ci inorgoglisce, ci fa guardare con ottimismo al futuro e dimostra il buon avvio del piano industriale. Ci presentiamo oggi al mercato con una forte crescita del risultato operativo, un ottimo livello di eccellenza tecnica e una confermata solidità patrimoniale”. Così l’amministratore delegato di Cattolica commenta i risultati 2018 della compagnia veronese. Secondo il presidente Paolo Bedoni “il 2018 segna un cambio di passo importante per la compagnia che oggi vanta una presenza ancora più forte sul mercato e sul territorio nazionale”. “Nonostante un contesto di mercato turbolento” i risultati “ci permettono di proporre” ai soci “un dividendo pari a 0,40 euro per azione, in crescita del 14,3% rispetto all’anno precedente”.

Alberto Minali non è disponibile a continuare a fare l’amministratore delegato di Cattolica nel caso in cui, nell’assemblea del 13 aprile, dovesse vincere la lista di Cattolica al Centro, alternativa a quella che verrà proposta dal cda e in cui si candiderà il manager. “Questa è un’associazione che si presenta in assemblea come una lista alternativa a quella del consiglio e dunque contraria all’attuale configurazione del cda e del management”, per cui “non sarò disponibile a prendere posizioni di responsabilità nel caso in cui vincesse”, ha detto Minali, in conference call. “Non si capisce bene quale sia il loro programma” e un loro successo “penso sia più difficile alla luce degli ottimi ottimi raggiunti”, ha proseguito l’ad, secondo cui la richiesta della lista alternativa di non utilizzare le riserve per pagare le cedole dividendi è frutto “dall’incapacità di capire le logiche contabili dei bilanci italiani”. Forti dei risultati raggiunti, “ci presenteremo con lista che mi auguro sarà vincente, coesa e questa sì nell’interesse di Cattolica”.

Cattolica assicurazioni, inoltre, intende proseguire lungo la strada di una riduzione dell’esposizione in titoli di Stato italiani per rendere la sua posizione di capitale meno sensibile alle fluttuazioni dello spread. “Alla fine del 2018” la posizione in titoli di Stato era pari “al 54,3% del portafoglio complessivo del gruppo”, ha sottolineato il ceo Alberto Minali in conference call, e “cercheremo di ridurre progressivamente la quota sfruttando anche l’allargamento e il restringimento dello spread in modo da avere un portafoglio titoli che sia meno dipendente dalla variabile spread”. Pur non avendo “un punto di atterraggio” a cui deve tendere l’esposizione in Btp, Minali ha definito “una buona approssimazione il 50% come valore medio di periodo”. “Quello che sappiamo – ha spiegato – è che la variabile spread è una variabile da tenere sotto controllo, perche è una variabile che impatta sui livelli di solvency, e quindi sulla posizione di capitale, per cui dobbiamo continuare in questa opera di diversificazione”.

Il ceo conferma ancora una volta che la compagnia veronese non intende abbandonare la forma cooperativa. “Il tema della trasformazione in Spa è un tema che non è mai sorto”, ha detto Minali. “L’ipotesi della spa non è mai stata sul tavolo del consiglio e sul mio tavolo e non è una cosa su cui stiamo lavorando”. Minali ha ricordato che Cattolica ha recentemente rivisto la governance adottando il modello monistico e aprendo il cda ai soci di capitale. “Pensiamo che il modello monistico sia molto innovativo in quanto consente di mantenere l’impianto cooperativo ma di portare all’interno dell’impianto cooperativo tutti quegli aspetti della spa e del mondo delle public company che secondo noi sono molto importanti per l’agilità delle decisioni e la modernità dell’apparato di governance”.

All’amministratore delegato “non risulta” che la Berkshire Hathaway, la società di Warren Buffett che detiene circa il 9% del capitale della compagnia veronese, correrà con una sua lista per il Cda di Cattolica mentre vede un sostegno della Fondazione Cariverona e la Fondazione Banca del Monte di Lombardia alla lista che verrà predisposta dal consiglio uscente. “Onestamente non lo so” se i soci di capitale presenteranno una lista “quello che posso dire è che le grandi Fondazioni che sono presenti nel nostro capitale sono assolutamente ‘supportive’ della lista del consiglio e questo è un risultato molto importante che spiega anche la forza della lista del consiglio”, ha detto Minali. “Stiamo lavorando in questi giorni con Bedoni alla redazione della lista, vedremo nei prossimi giorni se vorranno esprimere una loro persona in consiglio”. “Per quanto mi riguarda gli altri investitori di capitale non mi risulta che stiano preparando una lista di capitale”, ha detto interpellato in merito alla possibilità che Buffett presenti una lista.