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Ecco il ‘nuovo’ stabilimento che costruirà il ponte di Genova

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Centodiecimila metri quadrati, dei quali trentamila coperti, che hanno prodotto il Mose di Venezia, la Nuvola progettata da Massimiliano Fuksas, la Millennium Tower in Nigeria, il ponte dell’Expo di Milano. La storia dello stabilimento industriale di Valeggio sul Mincio, iniziata nel 1956 sotto il nome della Cordioli &C. Srl, ricomincia nel 2019 nel segno di Fincantieri Infrasctructure, che in provincia di Verona costruirà parte del nuovo Ponte Morandi di Genova.

Il rinnovato stabilimento (nuovo nella proprietà, nuovo negli impianti di lavorazione dell’acciaio appena installati) è stato inaugurato oggi – con il taglio della prima lamiera del ponte – dal Premier Giuseppe Conte e dal ministro Danilo Toninelli – circostanza politicamente felice nell’epoca della questione Tav e delle polemiche sui cantieri italiani fermi – alla presenza del patron di Fincantieri Giuseppe Bono – fresco della conferma da parte di Cassa depositi e prestiti alla guida del colosso di Trieste.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante l’inaugurazione dello stabilimento ‘Fincantieri Infrastructure’ nel veronese, 11 marzo 2019. ANSA/FILIPPO ATTILI/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Sugli impianti veronesi Fincantieri ha scommesso oltre 10 milioni di euro; sono già stati inseriti in azienda alcuni dei lavoratori provenienti dalla cig del ramo d’azienda che faceva capo alla ex Cordioli, che dopo il passaggio nel ’99 al gruppo industriali Tosoni – e alla crisi di quest’ultimo – era arrivata all’amministrazione straordinaria del maggio 2016. Lo scorso 15 ottobre, dopo una lunga trattativa, l’azienda di carpenteria è stata rilevata da Fincantieri Infrastructure. Come ha spiegato all’Ansa Silvia Zenati, commissario dell’amministrazione straordinaria di Cordioli &C. srl, “dopo la riassunzione dei primi 20 dipendenti, ne sono tornati al lavoro altri 15 per un totale di 35 lavoratori. Altri 34 dipendenti sono ancora in cassa integrazione, ma si spera che possano essere gradatamente riassorbiti con l’aumento della richiesta di manodopera”.

“Quando ci siamo offerti di costruire il ponte c’era chi mi prendeva in giro. E oggi siamo qui”, ha affermato l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, durante la cerimonia di apertura dello stabilimento Infrastructure per la costruzione del Ponte di Genova.

La Infrastructure ha anche altre opere in cantiere: dalla sua creazione nel 2017 ha presentato offerte commerciali per oltre un miliardo euro e sono stati acquisiti ordini per oltre 200 milioni. Nel 2018 è stato sottoscritto il contratto per la realizzazione dell’impalcato metallico del Ponte sul Danubio a Braila (Romania), il terzo ponte più grande in Europa, per 67,7 milioni di euro, mentre si procede già per i 4 ponti sul canale Albert, in Belgio. Per quanto riguarda Genova, Infrastructure è in società consortile partecipata in quote uguali con Salini Impregilo, il cui Ceo Pietro Salini ha dichiarato che “siamo pronti con Fincantieri ad iniziare le sottofondazioni del ponte con 10 giorni di anticipo sulla data prevista del 31 marzo”.

“L’immagine di quel ponte non sia simbolo di solo dolore, ma anche della ricostruzione. Oggi saluto gli amici genovesi, composti ma caldi, che mi hanno sempre accolto. Posso dire che non mancheremo alle nostre promesse, consegneremo l’opera nei tempi previsti”, ha detto Conte, sottolineando che “Fincantieri è vera eccellenza italiana, di cui il governo è orgoglioso”, e aggiungendo parole che non possono far a meno di richiamare le polemiche sulla Tav: “dobbiamo avviare opere nuove ma che servano veramente al Paese e agli interessi dei cittadini”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli durante l’inaugurazione dello stabilimento ‘Fincantieri Infrastructure’ nel veronese, 11 marzo 2019. ANSA/FILIPPO ATTILI/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++