26 Marzo 2019

Xi-Macron, non solo Airbus: firmati 14 contratti

Fortune

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di Tullio Giannotti – Era pronta la firma per 184 Airbus ma dai saloni dell’Eliseo il ricchissimo contratto si è trasformato in un tesoro: 300 apparecchi, per una commessa da 30 miliardi. Xi Jinping ed Emmanuel Macron hanno siglato 14 contratti, alcuni di valore gigantesco, nell’attesa visita del presidente cinese a Parigi. Il leader francese ha anche invocato il rispetto dei diritti umani in Cina e ha lanciato la sua iniziativa di una forte “partnership eurocinese”.

EPA/LUDOVIC MARIN / POOL MAXPPP OUT

 

Mentre i vip in smoking facevano il loro ingresso alla cena di gala – da Alain Delon all’indimenticato ex capo del Partito comunista francese Robert Hue – negli occhi di tutti c’era ancora la cascata di denaro per i 290 A320 e i dieci A350, frutto di un accordo fra l’azienda di Stato cinese CASC e il consorzio europeo, un colpo che arriva fra l’altro nel pieno della crisi di Boeing per i dubbi sul 737 Max: “la conclusione di un grande contratto di Airbus – ha detto Macron – è un passo avanti importante e un segnale importante della forza degli scambi tra Cina e Francia”.

French President Emmanuel Macron (R) and Chinese President Xi Jinping (L) applaud as President of Airbus’s commercial aircraft business, Guillaume Faury (2-R) and Chairman of China Aviation Supplies Co. (CASC) Jia Baojun (2-L) shake hands. EPA/YOAN VALAT / POOL

 

Dopo Airbus, a cascata, sono arrivati gli annunci degli altri ricchi accordi nel settore nucleare, spaziale, della ricerca, dell’energia rinnovabile, degli investimenti. Firme d’oro, 14 in tutto, arrivate – come ha sottolineato il capo dell’Eliseo – in un momento delicato: “nel 21esimo secolo è questa la scelta dell’evidenza e della ragione – ha detto Macron citando il generale de Gaulle – un partenariato eurocinese forte, definito su basi chiare, esigenti e ambiziose”. Oggi, “per continuare questo dialogo”, arrivano all’Eliseo la cancelliera Angela Merkel e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Si parlerà anche con loro dell’esigenza di un “multilateralismo forte ed efficace, che abbia al centro l’azione per il clima e la biodiversità”.

E il momento è delicato – anche dopo le critiche all’iniziativa italiana sulla Via della Seta – perché “l’Europa deve essere unita e dotarsi di una strategia coerente nel dialogo con la Cina”, ha detto Macron. Xi ha raccolto l’auspicio: “un’Europa unita e prospera corrisponde alla nostra visione di un mondo multipolare. La Cina – ha assicurato il leader di Pechino – sosterrà sempre l’integrazione europea e il suo sviluppo”. Dalla cultura allo sport, dall’ecologia allo spazio (“andremo sulla Luna insieme”, hanno esultato il presidente del CNES Jean-Yves Le Gall e il numero 2 dell’agenzia spaziale cinese Zhang Jianhua), le intese sono state annunciate fra gli applausi dei presidenti e del pubblico. Senza che le parole sull’attesa critica alle violazioni dei diritti umani incrinassero l’ambiente, Macron ha poi annunciato di aver parlato a Xi di questo tasto dolente: “su questo tema abbiamo parlato con franchezza – ha detto il capo dell’Eliseo – Ho parlato delle preoccupazioni della Francia e dell’Europa sulla questione del rispetto dei diritti fondamentali in Cina”. E, ha garantito, “abbiamo affrontato diversi casi individuali”.

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