27 Marzo 2019

Draghi: rischi al ribasso sulla crescita, Bce pronta a reagire

Fortune

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I rischi sulla crescita dell’Eurozona “rimangono orientati al ribasso“. A frenare l’economia la domanda estera, il cui andamento rischia di rimbalzare sulla domanda interna. Ma la Bce confida in un “ritorno graduale” a un ritmo di crescita vicino al potenziale dei 28, ed è pronta a intervenire in caso di necessità. Così il presidente della Banca Centrale Mario Draghi chiarisce che, data la situazione attuale, “la nostra politica monetaria rimarrà accomodante e risponderà a qualsiasi cambiamento nelle prospettive d’inflazione”.

Non siamo a corto di strumenti per adempiere al nostro mandato“, aggiunge Draghi rispondendo a chi osserva che la Bce, con tassi ai minimi record e un’espansione record del bilancio, potrebbe non avere munizioni per rispondere a un potenziale peggioramento delle condizioni economiche. “L’impegno a realizzare il nostro obiettivo – prosegue il numero uno della Bce – implica anche un’attenzione ai rischi futuri e una prontezza nel rispondervi, se le prospettive di medio termine dovessero continuare a peggiorare significativamente”.

La Bce sta osservando “un peggioramento più persistente della domanda estera. Ma una ‘fase debole’ non anticipa necessariamente una grave caduta”, afferma Draghi, spiegando lo scenario di crescita e inflazione. Il punto – ha detto Draghi – è se la domanda interna reggerà: “al momento i dati suggeriscono che la domanda estera non ha ancora significativamente contagiato quella interna, ma i rischi sono saliti e l’incertezza resta elevata”.

E a proposito della ‘forward guidance’ con cui la Bce ha spostato in avanti le aspettative di un rialzo dei tassi, attualmente sotto zero, “se necessario rifletteremo su possibili misure che possano mantenere il sostegno dato dai tassi negativi all’economia, mitigandone gli effetti collaterali” sugli utili bancari, sempre che ce ne siano”, ha detto Draghi. “Ciò detto – ha proseguito – tassi negativi non hanno come conseguenza inevitabile una bassa generazione di utili da parte delle banche” per via della compressione del margine d’interesse.

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