17 Maggio 2019

Pressing Ue su conti Italia. Salvini, via Maastricht

Fortune

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di Chiara De Felice – Non era argomento in agenda di Eurogruppo ed Ecofin, ma la situazione dei conti pubblici italiani continua ad occupare il dibattito a margine delle riunioni dei ministri europei. I noti ‘falchi’, guidati da Olanda e Austria, rialzano la voce, mentre la Commissione Ue decide per ora di smorzare i toni e di rinviare a dopo le elezioni la lettera con cui chiede al Governo di spiegare le ragioni che hanno portato all’aumento del debito. Il pressing, per ora sottotraccia, è destinato a risalire dopo il voto e in vista del nuovo giudizio Ue sui conti pubblici del 5 giugno.

Il vicepremier Matteo Salvini non si lascia intimorire, torna ad escludere un calo del debito e auspica un ritorno al pre-Maastricht. Dopo l’avvertimento sul debito a margine dell’Eurogruppo, il commissario agli affari economici Pierre Moscovici torna anche prima dell’Ecofin a chiedere all’Italia di rispettare i patti di dicembre. “So che abbiamo concluso con il governo italiano un accordo che prevede di non portare il debito al 140% del Pil ma di stabilizzarlo, visto che è già a un livello elevato”, ha sottolineato Moscovici, ricordando che “c’è un impegno assunto dall’Italia nel programma di stabilità, stiamo lavorando con il governo e spero che questo sarà rispettato pienamente”. Il commissario non vuole entrare in conflitto con Salvini, ed evita di tirare direttamente in ballo i politici italiani. Per questo si richiama agli impegni presi da tutto il Governo, con un accordo firmato a Bruxelles dal premier Conte e dal ministro Tria a dicembre scorso.

Sempre per non entrare a gamba tesa nella dinamica da campagna elettorale, la Commissione ha deciso di rinviare al 27 maggio, il giorno dopo le europee, l’invio della lettera che chiede di spiegare i ‘fattori rilevanti’ che giustificherebbero l’aumento del debito. Si tratta di un passaggio formale necessario a Bruxelles per poter finalizzare il rapporto sul debito (126.3) che conterrà una nuova valutazione del rispetto degli obiettivi di bilancio. Qualora non fossero in linea con le regole, ci sarebbe già la base legale per avviare la procedura per debito eccessivo schivata a dicembre. Per il ministro olandese dell’economia, promotore in passato della protesta contro la Commissione considerata troppo morbida con l’Italia, siamo tornati al punto di partenza: “la situazione italiana di certo non è cambiata da dicembre”, ed “è importante vedere la risposta della Commissione”. Il collega austriaco gli fa eco chiedendo ai commissari di prendere una posizione più decisa con l’Italia: la nuova resa dei conti tra il ministro Tria e i suoi omologhi ci sarà nell’Eurogruppo del 13 giugno a Lussemburgo. Anche il cancelliere tedesco Sebastian Kurz torna ad attaccare i Paesi che non hanno i conti in ordine: “Non si potrà tollerare a lungo che mentre un Paese mantiene un bilancio decente e applica le riforme necessarie, altri continuino a fare debiti imperterriti e si affidino in caso di emergenza a Bruxelles”.

In attesa della nuova decisione dell’Ue sui conti pubblici, il vicepremier Luigi Di Maio rassicura Bruxelles: “il M5s non voterà mai un legge di bilancio per aumentare il debito pubblico”. Dichiarazioni diverse arrivano dall’alleato Salvini: “Vogliamo che ci lascino lavorare, non che ci riducano il debito”. E rilancia sulle regole da cambiare: “io tornerei al pre Maastricht con regole economiche normali”, perché quelle “imposte da Bruxelles stanno portando alla piena disoccupazione”. Il suo programma per l’Europa prevede anche di cambiare il bilancio pluriennale e “la direttiva sulle banche che crea rischi all’intero sistema”. Per Salvini “cambieranno molte cose in Europa” dopo il voto del Parlamento Ue, che avrà un peso anche sulla scelta del prossimo presidente della Bce.

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