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Antitrust vieta a Sky contenuti esclusivi su internet

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di Paolo Algisi – L’operazione di “concentrazione” tra Sky e Mediaset sulla pay-tv, nata con gli accordi commerciali che hanno portato Sky sul digitale terrestre attraverso Mediaset Premium e che ha avuto come epilogo l’addio del Biscione al mercato della televisione a pagamento, ha ridotto “in modo sostanziale” la concorrenza, rendendo necessaria l’adozione di una serie di rimedi da parte dell’Antitrust.

È la conclusione a cui è giunta l’Authority presieduta da Angelo Cardani, al termine dell’istruttoria relativa alla vendita a Sky di alcuni asset di Mediaset Premium, la cui ‘polpa’ è rappresentata da R2, la società di ‘operations pay’ in cui è confluita la piattaforma tecnico-amministrativa che gestiva Premium. E che il Garante della concorrenza ha adottato nonostante la sua restituzione a Mediaset lo scorso 12 aprile, quando le parti hanno avuto la certezza che l’Antitrust non avrebbe mai dato un via libero incondizionato alla vendita. A Sky viene in primo luogo fatto “divieto” di acquistare “in esclusiva” contenuti e canali per la sua piattaforma internet.

In questo modo l’Agcm “ritiene che la concorrenza potenziale” assicurata dalle pay-tv via internet possa garantire “un’adeguata pressione concorrenziale”, con conseguente “riduzione dei prezzi” e “incremento dei contenuti audiovisivi a disposizione” dei consumatori. Sky sarà inoltre tenuta, nel caso in cui dovesse creare una sua piattaforma nel digitale terrestre, a garantirne l’accesso a terzi a condizioni “eque” e “non discriminatorie”. Il rispetto degli impegni, di durata triennale, sarà monitorato da un fiduciario gradito anche all’Antitrust. Sky, che ha preannunciato ricorso al Tar, si è detta “sorpresa” per i rimedi visto che l’acquisizione di R2 “non è mai stata finalizzata” e la piattaforma, di cui “si è limitata a usare i servizi”, è stata restituita a Mediaset. Il divieto di esclusiva su internet, spiega, “appare del tutto ingiustificato e scollegato rispetto al tema della piattaforma tecnica terrestre sollevato dalla stessa Autorità, con il rischio di acuire gli svantaggi e le penalizzazioni già sopportate da Sky verso gli operatori internet in virtù delle evidenti asimmetrie normative e fiscali oggi ancora presenti”.

A determinare la decisione dell’Agcm ha pesato la constatazione che la concentrazione “ha generato evidenti effetti anticoncorrenziali” provocando la “scomparsa anche in chiave prospettica della pressione concorrenziale” che Mediaset Premium esercitava. “Tali effetti sono irreversibili e le condizioni concorrenziali precedenti alla concentrazione non sono state ripristinate” neppure dopo la “restituzione” di R2 a Mediaset. Con l’Antitrust si schierano i consumatori. “Vigileremo” affinché “non si registrino aumenti degli abbonamenti”, afferma l’Unione Consumatori, mentre per il Codacons l’authority “bene ha fatto a imporre limitazioni per garantire maggiore concorrenza”.