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Cantieri, il maxi emendamento della discordia. Ecco i contenuti

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È stato al centro dello scontro che ha visto le mura del governo gialloverde tremare e, quasi, venire giù. Prima che Lega e Cinquestelle trovassero un accordo. Il maxi emendamento a firma della Lega da inserire nello sblocca cantieriprotagonista delle polemiche degli ultimi due giorni, si appellava alla normativa europea sugli appalti.

Chiedeva, infatti, una sospensione del Codice varato in Italia nel 2016, fatto salvo quando previsto in particolare da tre direttive Ue, tutte del 2014. Una cornice normativa quella europea che cerca di armonizzare le diverse discipline, stabilendo dei criteri di massima. Ecco che tra i paletti fissati non c’è un tetto per il subappalto, che quindi è libero e può arrivare fino al 100% dell’opera. E anche la soglia sotto sui scatta la gara è più elevata rispetto a quella italiana: il limite comunitario attuale è di 5,5 milioni di euro per i lavori, anche se comunque è invocato il rispetto dei principi di trasparenza e pubblicità.

L’emendamento della Lega, al centro delle discussioni con i Cinquestelle, nelle premesse esplicita “il rispetto dei principi e delle norme sancite dall’Unione europea”. E lo stesso vicepremier Salvini ha rimarcato: “chiediamo di rifarci, pensa un po’, alla normativa europea, non al codice del Burundi. Per snellire, velocizzare, accelerare”.

Il richiamo fa riferimento, precisamente, alle direttive Ue su appalti, ‘utilities’ e concessioni. Regole che si inspirano alla “semplificazione”, “all’aggregazione della domanda, attraverso il potenziamento degli istituti di centralizzazione degli acquisti”, e alla necessità di dare “certezza giuridica”, spiegava l’allora Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, poi assorbita nell’Autorità Anticorruzione (l’Anac).

Era, appunto il 2014, l’anno a cui risalgono le direttive. Quindi il confronto era con la situazione precedente alla messa a punto del Codice degli appalti, arrivato due anni dopo. Codice che ha stabilito un limite del 30% ai subappalti contro il rischio di infiltrazioni criminali.

Quanto alle gare, la soglia è quella del milione di euro. L’emendamento che ha riaperto i giochi al Senato, dove si discute il decreto Sblocca cantieri, non prevede un’asticella per il subappalto mentre rimodula gli importi per l’affidamento diretto, alzandoli, anche se per la gara resta lo stesso paletto.