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Avanti il dl crescita ‘salva-tutto’: Roma, banche, opere, fornitori

di Silvia Gasparetto – ‘Salva Roma’ e ‘salva Comuni’. Ma anche un nuovo ‘salva banche’, del Sud e in particolare la Banca popolare di Bari, e poi un ‘salva-fornitori’, del Mercatone Uno, un salva-opere e un salva-Inpgi. Arriva al primo giro di boa il provvedimento omnibus voluto dal governo per rilanciare l’economia che sembra sempre più una manovra. Cinquanta gli articoli di partenza, decine quelli che si sono aggiunti, che spaziano dagli ecoincentivi per i motorini e le microcar ibride o elettriche alla stretta su affitti brevi ed evasione della tassa di soggiorno, fino alla proroga al 30 settembre dei versamenti per gli Isa, i nuovi indicatori sintetici di affidabilità che hanno sostituito gli studi di settore.

Al termine di una ultima maratona di oltre 12 ore, fatta di stop and go, di emendamenti scritti e riscritti, di riformulazioni che stavano per essere votate senza nemmeno essere state depositate, le commissioni Bilancio e Finanze sono arrivate alla fine dell’esame del provvedimento, che è atteso in Aula martedì (ma potrebbe slittare a mercoledì) con annessa fiducia da votare in tempo utile a inviare il decreto al Senato prima della scadenza, il 29 giugno.

Ricco il pacchetto ‘bancario’: arrivano novità per i risparmiatori in attesa dei rimborsi, che saranno celeri con corsia preferenziale se si tratta di assegni sotto i 50mila euro. Più ampia la platea di chi potrà accedere al Fir, visto che non si calcoleranno nei limiti reddituali (35mila euro) eventuali rendite da fondi di previdenza complementare e non incideranno sul patrimonio mobiliare (tetto a 100mila euro) le polizze vita. Arriva poi l’annunciata proroga per la garanzia dei bond emessi da Banca Carige, valida fino a fine anno in attesa che si trovi un acquirente. Niente da fare invece per lo sconto fiscale immaginato per l’istituto ligure. Arriva comunque un ritocco alla disciplina delle Dta ma per incentivare le aggregazioni, e non solo delle banche, al Sud. Lo sconto servirà quindi per dare una mano alla Popolare di Bari, quindi un “salva-banche” mascherato, “alla chetichella”, va subito all’attacco il Pd, che pure dovrebbe astenersi e lasciare che la norma passi “per l’urgenza di evitare crisi bancarie”, come ammette uno dei relatori, il leghista Giulio Centemero.

Tra le proposte del Carroccio approvate in materia finanziaria anche lo sconto fiscale per chi investe in Eltif, i nuovi fondi di investimento europei a lungo termine, e la possibilità per la Consob di fermare più facilmente i trader online abusivi, chiedendo direttamente agli operatori di ‘staccare’ la connessione a internet.

Altro pacchetto corposo quello per le imprese, con l’Imu sui capannoni che diventerà deducibile per intero dal 2023 e l’Ires che sarà ridotta al 20% sempre dallo stesso anno. C’è un pasticcio invece sul taglio dell’Inail, che la Lega vuole trasformare in strutturale, pescando però le coperture dal Fondo per il reddito di cittadinanza. La scelta non piace ai 5 Stelle e il risultato alla fine è un cambio di copertura e una misura che diventerà sì strutturale, ma con un ‘buco’ nel 2022 in cui le tariffe non saranno più a sconto di 600 milioni. Salvo nuovo ulteriore intervento, pure promesso, con la prossima manovra.

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