16 Luglio 2019

Le aziende della mobilità elettrica italiana valgono 6 mld

Alessandro Pulcini

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I veicoli elettrici, in Italia, aumentano velocemente: le immatricolazioni di macchine elettriche e ibridi plug-in hanno superato le 9.000 unità nel 2018, più del doppio rispetto al 2017. Numeri consentiti anche dall’operato delle aziende italiane che si occupano di mobilità a basse emissioni. Una rete di grandi imprese e Pmi che nel 2017 ha incassato 6 miliardi di euro. La filiera nel quinquennio 2013 – 2017 ha registrato un costante trend di crescita, segnando un tasso medio annuo composto pari al +28,7% sul fatturato di 2,2 miliardi di euro del 2013. La fotografia sul mondo delle aziende della mobilità elettrica è stata scattata dallo studio ‘La filiera della mobilità elettrica Made in Italy: imprese, territori e tecnologie della e-Mobility’, presentato oggi a Roma da Motus-E e da The European House – Ambrosetti.

Lo studio che analizza il periodo 2013 – 2017, mappa così la filiera italiana dei prodotti e dei servizi legati alla mobilità elettrica, nel pieno della progressiva transazione verso “l’elettrico”, evidenziandone “l’importanza del ruolo strategico per l’Italia in termini di valore generato, occupazione e know-how”. La filiera comprende aziende della manifattura, distribuzione e vendita, manutenzione e servizi post-vendita, riciclo e “seconda vita”, e della rete infrastrutturale di ricarica.

A trainare la e-mobility in Italia, secondo lo studio, sono le imprese del Nord Ovest, con la Lombardia che, da sola, ospita quasi il 40% delle imprese della filiera core (160 imprese che già operano nel settore tra prodotti, servizi, tecnologie, infrastrutture) generando il 33% del suo fatturato e il segmento manifatturiero (30% delle imprese) che genera oltre la metà del fatturato totale (53% nel 2017). Mentre il peso del Centro-Sud Italia “aumenta velocemente”.

A livello territoriale il network degli operatori della e-Mobility, caratterizzato da una forte concentrazione al Nord con la Lombardia in testa, si distribuisce sul territorio nazionale con un peso più significativo per Emilia- Romagna (13% del totale nazionale), Piemonte (10%), Veneto (9%) e Lazio (7%). Un dato incoraggiante arriva dalla crescita del peso di Centro Italia e Mezzogiorno, con un’incidenza del fatturato a livello nazionale incrementata nel 2017 di 7 punti percentuali rispetto al 2013 (per il Centro Italia dal 15,6% al 22,7% e per il Mezzogiorno da un valore quasi nullo al 7,7% dei ricavi nazionali della filiera core nel 2017). Inoltre si rileva che dopo la manifattura, che genera oltre la metà del fatturato totale, ci sono le attività di vendita (23%) e la rete infrastrutturale (19%).

Un macro-settore dove si riscontra una specializzazione produttiva su sistemi elettrici, carrozzerie e powertrain, che costituiscono quasi l’80% delle imprese della manifattura (8 aziende su 10). Per l’analisi sul settore, la filiera delle imprese “conta sulla presenza di “campioni” nazionali di grandi dimensioni (oltre un terzo) che fatturano un totale che supera i 100 milioni di Euro (2017) e di un fitto tessuto di Pmi distribuite e radicate sul territorio nazionale: realtà con ricavi inferiori ai 50 milioni di euro, ma che rappresentano più del 50% delle imprese della filiera”. Lo studio infine rileva che il settore è connotato da un forte dinamismo, in quanto più di 2 aziende su 5 hanno meno di 20 anni di vita (la quota di aziende con meno di 10 anni ammonta al 22% del totale).

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