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Governo: ipotesi Banca del ‘Mezzogiorno’ per il credito del Sud

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di Silvia Gasparetto – Rilanciare il Mezzogiorno come volano per la ripresa dell’intero Paese. La necessità di un intervento forte per il Sud del Paese mette d’accordo governo e parti sociali, riunite ieri a Palazzo Chigi per il secondo incontro voluto dal premier Giuseppe Conte in vista della manovra. “Siamo convinti – ha detto – che il rilancio del Sud costituisca di per sé una politica di rilancio dell’Italia intera”.

Ma un piano vero e proprio per il Sud, così come sulle tasse, il governo ancora non ce l’ha. Anche se si registra una prima apertura all’idea di creare una sorta di ‘Banca del Mezzogiorno’ per sostenere in particolare i finanziamenti alle imprese. Mentre il ministro per il Sud Barbara Lezzi spiega di lavorare a una revisione del bonus assunzioni al Sud, per mantenere la decontribuzione anche dopo il 2020, rendendola però “distribuita su più anni e decrescente”.

Il tavolo, cui si sono sedute 30 sigle in rappresentanza di sindacati, grandi e piccole imprese, artigiani, commercianti, agricoltori cooperative, costruttori, proprietari di immobili, banche e assicurazioni, è servito ancora una volta a raccogliere i suggerimenti e gli spunti delle categorie che non hanno però sentito al momento risposte dall’esecutivo: “di progetti non ce ne sono stati illustrati, anche oggi ci hanno detto che stanno raccogliendo le proposte e che ci presenteranno un piano di interventi a inizio settembre”, ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, che insieme a Cisl e Uil ha invece presentato al premier e ai ministri presenti un ricco documento pieno di proposte, a partire da quella di mettere in campo un piano straordinario, di almeno cinque anni, e che stanzi almeno mezzo miliardo.

Risorse “vere”, chiedono i sindacati, ma anche “monitoraggio costante”, come sottolinea Annamaria Furlan, mentre Carmelo Barbagallo si spinge a chiedere di pensare al commissariamento delle Regioni che non spendono i fondi Ue. Ai sindacati comunque piace l’idea di una banca ad hoc per il credito al Sud, citata – dicono i sindacati – dal ministro Giovanni Tria (presente insieme al vicepremier Luigi Di Maio, alla titolare del Sud, Barbara Lezzi e ai sottosegretari Castelli, Durigon e Bartolazzi) in risposta proprio a una sollecitazione della Uil: serve una “Cassa del Mezzogiorno 4.0”, dice infatti Barbagallo, pensando a uno strumento che non sia “corruttivo” ma che aiuti, magari attraverso Cdp, non solo a fare arrivare le risorse alle imprese che ne hanno bisogno ma anche a verificare che i progetti vengano effettivamente realizzati.

Creare una banca per gli investimenti, peraltro, fa parte del programma del governo gialloverde ma al momento, precisano al Tesoro, non c’è niente sul tavolo, e se ne parlerà eventualmente in autunno, quando la preparazione della manovra entrerà nel vivo. Le aziende, a partire dalle piccole di Rete Imprese, chiedono di incrementare la spesa e di focalizzarsi sulle risorse ‘naturali’ del Sud, come il turismo, per il quale servirebbe un piano ‘Impresa 4.0’ ad hoc. Sempre guardando al turismo Confedilizia immagina anche bonus specifici per consentire il rilancio dei borghi con la proprietà diffusa.

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