1 Agosto 2019

Leader oggi grazie a una scommessa di 40 anni fa

Maria Chiara Furlo’

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Dalla vendita di registratori di cassa allo sviluppo di servizi per lo scontrino elettronico, lo strumento digitale che li manderà in pensione. Nata negli anni ’70, a Pesaro, TeamSystem ha saputo cogliere la sfida del software che prevale sull’hardware e oggi è leader nel mercato italiano delle soluzioni digitali per la gestione del business di imprese e professionisti, fatture elettroniche in primis. Dal 2015, il gruppo ha acquisito in Italia oltre 20 società innovative e lo scorso anno il suo fatturato ha raggiunto 356 milioni di euro, in crescita di 40 milioni rispetto al 2017. L’amministratore delegato della società, Federico Leproux, in un’intervista a Fortune Italia ha illustrato le linee di crescita strategiche di TeamSystem e come ha fatto a evolversi così tanto negli ultimi anni.

Oggi offrite soluzioni di business digitale a imprese e professionisti, quando siete nati di cosa vi occupavate?

Siamo nati negli anni ’70, come tante altre imprese agli albori dell’informatica. Allora, noi e tanti altri nostri simili rivendevamo hardware, soprattutto registratori di cassa, poi ci siamo resi conto che proprio l’hardware – perché programmabile – poteva fare cose molto più intelligenti. E lì, c’è stata una prima trasformazione del nostro business. Negli anni ’80, infatti, si è capito che il vero valore aggiunto era nel software, così chi vendeva hardware si è spostato su quello. Quindi, alla fine di quel decennio ci siamo spostati sull’automazione dei servizi di contabilità e, all’inizio degli anni 2000, dalla contabilità siamo passati all’automazione dei processi aziendali. Oggi siamo all’inizio di una nuova era,infinitamente più ricca di potenziale. Stiamo passando dall’essere fornitori di automazione di processi interni a diventare dei costruttori, anzi degli “abilitatori” di piattaforme digitali. Ossia,non ci limitiamo più ai processi interni all’azienda ma arriviamo anche a quelli che riguardano la connessioni dell’impresa con l’esterno (ad esempio la fatturazione elettronica, lo scontrino elettronico, l’e-commerce e la finanza digitale). Una missione molto più ambiziosa.

TeamSystem si definisceun abilitatore di competitività digitale per i propri clienti”, cosa significa?  

Consentire di fare in maniera più semplice cose che prima, soprattutto le piccole e medie imprese, non riuscivano a fare.Aiutandole, quindi, a livello di competitività, a riposizionarsirispetto agli altri player più grandi. “Oggi grazie alla fatturazione elettronica siamo arrivati ad avere 1,4 milioni di clienti sulla nostra piattaforma, che è la più grande d’Italia e molto probabilmente anche d’Europa, e su questa abbiamo gestito – nei primi sei mesi del 2019 – l’equivalente di circa 1 milione di fatture al giorno, per un valore complessivo più o meno di 30 miliardi di euro al mese”.  Spostiamo valore per una manovra finanziaria in un singolo mese.

Nel 2018, Team System ha fatto registrare un fatturato pari a 356 milioni di euro, in aumento di 40 milioni sull’anno precedente. A cosa si può attribuire questo risultato?

Stiamo riscontrando anche quest’anno tassi di crescita positivi. Comunque, negli ultimi tempi le nostre direttive di sviluppo sono state tre: una tradizionale, con l’aumento di quote di mercato attraverso acquisizioni. Poi se ne sono aggiunte altre due: le opportunità che vengono dal cloud, per accedere a segmenti che prima non erano raggiungibili per noi (come ad esempio tutto il mondo delle Partite Iva), e poi tutti i nuovi servizi digitali come la fatturazione elettronica, la firma digitale, la finanza e i pagamenti elettronici

Il 26% delle PMI e il 40% dei professionisti in Italia usano le vostre soluzioni di digitalizzazione, come li avete convinti?

Si tratta di un mercato molto resiliente, in cui si spostano masse molto lentamente. Se c’è una cosa che il nostro sistema può offrire sono la completezza e la coerenza di soluzioni. Sull’idea di piattaforma integrata, oggi siamo forse gli unici –  o fra i pochissimi – che l’hanno davvero realizzata. Un altro motivo per cui abbiamo fatto così bene nel micro business è poi il tema della facilità di utilizzo. Sempre più una chiave per rendere i processi più accessibili e democratici.

Le acquisizioni di TeamSystem hanno come comune denominatore l’open-innovation, ma come scegliete le società che decidete di comprare? Sono tutte italiane?

Oggi stiamo cominciando a guardarci intorno anche fuori del nostro paese, ma finora tutte le società che abbiamo acquisito sono italiane. Il modo in cui l’abbiamo fatto, affinando nel tempo la nostra strategia, è stato quello di concentrarci su realtà che completassero la nostra offerta e che avessero le giuste capacità per essere competitive sul mercato. Abbiamo poi smesso di fare acquisizioni per crescere in clienti e ricavi. Negli ultimi 5 anni, abbiamo concentrato le nostre operazioni sul cercare di portare a casa l’eccellenza di prodotto, di conoscenza e di talenti, visto che ci servono skills sempre più ampie.

Tra le linee-guida strategiche di TeamSystem ci sono la fatturazione-elettronica e lo scontrino-elettronico (il cui obbligo è entrato in vigore dal mese di luglio), perché avete deciso di puntare su questi due strumenti?

Per lo scontrino elettronico vale quello che è già successo con la fattura elettronica. Da solo è sicuramente un vantaggio per l’Agenzia delle Entrate e per la Pa, ma non rivoluzionerà più di tanto la vita degli esercenti e dei consumatori. Si tratta comunque di un cambio di mentalità importante ma non di una rivoluzione. Come è già successo con le fatture, però, lo scontrino spingerà gli esercenti a doversi aprire maggiormente verso il mondo digitale. Anche se un po’ forzati dalla legislazione, dovranno introdurre necessariamente qualche forma di digitalizzazione. Questo, dal nostro punto di vista, è interessante perché permetterà disviluppare tutta una serie di possibilità che prima non erano accessibili. Lo scontrino elettronico aprirà una nuova breccia, sarà una scintilla di contaminazione digitale per il retail.

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