29 Agosto 2019

Il Conte 2 ai mercati piace parecchio. Spread a 167 punti

Alessandro Pulcini

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Non c’è niente da fare: ai mercati il Conte 2 piace proprio. Stamattina lo spread ha aperto a 172 punti, Piazza Affari a +0,14%. È andata ancora meglio dopo il colloquio tra Sergio Mattarella e Giuseppe Conte, l’annuncio (con riserva) della probabile nascita del suo secondo governo in 14 mesi e dell’inizio delle consultazioni con Pd e M5s già in giornata. I numeri sono schizzati, seguendo lo spartito degli ultimi giorni, delineato man mano che la formazione del nuovo esecutivo si è fatta sempre più probabile.

Non si arresta infatti la caduta dello spread Btp/Bund che tocca i 160 punti e poi risale a 164 dopo il conferimento dell’incarico di governo a Giuseppe Conte. A fine giornata la cifra definitiva è 167, nove punti in meno del dato del giorno precedente (176).

Continua senza sosta anche il rialzo per Piazza Affari, che tocca il +2% per poi chiudere a 1,94% a 21398 punti. A guadagnare sono soprattutto le banche, favorite dallo spread in calo, in particolar Unicredit (+3,2%), Banco Bpm (+3%) e Intesa (+2,8%). Tra i titoli in cima al Ftse Mib Cnh (+4,3%), Tim (+3,7%) e Prysmian (+3,6%) col favore degli analisti, ma anche Poste (+2,9%).

Giù, a minimi record, i rendimenti dell’asta del Tesoro di titoli di stato. In particolare il Btp a 10 anni, per 4 miliardi di euro, ha spuntato un tasso dello 0,96% con un calo di 0,6 punti rispetto alla precedente operazione. A fine giornata la cifra si ferma a 0,97%. Collocati anche Btp a 5 anni da 2,25 miliardi di euro con un rendimento dello 0,32% contro lo 0,8% della precedente operazione e Ccteu per 1 miliardo allo 0,77% contro l’1,06% di luglio.

Una fiducia, quella dei mercati nel Conte 2, sicuramente lontana da quanto traspare dall’indice Esi (Economic sentiment indicator) di agosto. Un dato che misura la fiducia nelle prospettive dell’economia e che ha registrato una lieve crescita (0,4 punti) nei 19 Paesi dell’Eurozona arrivando a quota 103,1 mentre è diminuito di 0,6 punti per l’insieme dell’Ue scendendo a 101,4. L’Italia, in base alle informazioni della direzione per agli affari economici della Commissione europea, è stato l’unico Paese tra quelli dell’Eurozona a segnare una flessione dell’Esi (meno 0,9 punti). Bruxelles ha segnalato in crescita in agosto anche l’indice (Bci) che misura le attese degli operatori economici nell’Ue a 19: l’aumento è stato pari a 0,22 punti.

A portata di click

Acquista Fortune in formato digitale per leggere i nostri contenuti su qualsiasi dispositivo.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selezione degli articoli di Fortune.