2 Settembre 2019

Banche: arriva nuova pulizia crediti, cessioni da 36mld

Fortune

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di Andrea D’Ortenzio – Arriva, ad autunno, una nuova ondata di cessioni di crediti per le banche italiane dopo le pulizie comunque proseguite in estate. Con una stagnazione del’economia oramai certificata e in attesa di una lunga fase di tassi negativi o a zero, gli istituti di credito, sotto la spinta della vigilanza, hanno in programma di cedere fra Npl e Utp (inadempienza probabili) circa 36,6 mld nei prossimi mesi, come calcola PwC, che si sommeranno agli 11,7 miliardi realizzati nel terzo trimestre.

La lunga marcia iniziata nel 2015 ha portato, fino al 2018, cessioni per 190 miliardi di euro con un picco, lo scorso anno, di 84 miliardi. Gli npl lordi erano così, a inizio di quest’anno sotto i 100 miliardi, e sono stati ridotti sotto i 70 miliardi in questi mesi mentre quelli netti sono attorno ai 32 miliardi. E ora è il turno degli Utp, altra grossa spina nel fianco: Unicredit e Mps progettano delle maxi operazioni nei prossimi mesi su questo genere di crediti, mentre Intesa Sanpaolo ha firmato in tal senso un accordo strategico con Prelios.

Una grossa spinta per ulteriori cessioni degli Npl arriverà dalla garanzia statale Gacs che ha dimostrato di essere l’innesco per mettere in moto un mercato fino ad allora bloccato. Certo i critici sottolineano come i rischi per lo Stato di dover far fronte alle insolvenze ci siano e saranno eventualmente a carico dei prossimi governi e generazioni.

Segnali di incertezza comunque arrivano, vista la stagnazione del Pil. Nei prossimi mesi è previsto un ritorno della crescita dei flussi di nuove sofferenze con una inversione di tendenza, fisiologica, ma ugualmente preoccupante. Certo ora le politiche di selezione del credito e le regole di vigilanza sono molto più stringenti rispetto agli scorsi anni ma un impatto dalle difficoltà dell’economia è inevitabile per un sistema bancocentrico come quello italiano.

E poi appunto c’è la vigilanza Bce: le nuove regole promosse da Francoforte sugli accantonamenti prudenziali per gli Npl delle banche sono sì meno stringenti (ma non toccano comunque lo stock e riguardano solo quelli da aprile 2018) ma questo non significa una maggiore indulgenza.

Il responsabile della vigilanza, l’italiano Andrea Enria, pur iscritto a volte nel ‘partito delle colombe’, è stato chiaro in una recente intervista: le banche devono ‘accelerare’ la cessione degli Npl e non sarà più tollerata la formazione di stock ingenti che, come ha dimostrato l’esperienza, in Europa ci mettono anni per essere smaltiti a differenza di quanto avvenga negli Stati Uniti.

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