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L’Insurtech raccoglie 11 mld, volano le startup AI

Il mondo delle assicurazioni è sempre più tech. In una evoluzione che, negli ultimi due anni, ha il sapore di una trasformazione radicale, guidata dalle tecnologie esponenziali. Nel periodo che va dal 2016 al 2018, l’ecosistema Insurtech – che raccoglie tutte quelle società a matrice tecnologica che puntano a innovare il settore assicurativo – ha ricevuto investimenti per un valore complessivo di 11,2 miliardi di dollari, più del doppio rispetto agli anni precedenti (dal 2010 al 2015 sono stati raccolti investimenti per un totale di 5,5 miliardi di dollari). La fotografia dell’ecosistema l’ha scattata la terza edizione dell’InsurTech Outlook 2019, curato dalla multinazionale di consulenza Everis, insieme a NTT DATA: il report mette sotto la lente di ingrandimento il panorama tecnologico all’interno del mercato assicurativo, evidenziando come gli investimenti maggiori in tecnologia si concentrino in primo luogo sulle startup basate su cloud e app, seguite da quelle che utilizzano big data, AI, IoT e blockchain.

Lo studio ha preso in considerazione 1.900 startup e ha interpellato i dirigenti di 43 compagnie assicurative presenti in oltre 10 paesi in Europa, Asia Pacifico e America Latina. Gli elementi che consentono maggiormente quella che viene chiamata comunemente “disruption” cioè il cambiamento radicale di un intero settore, sono le tecnologie esponenziali. Infatti, nonostante gli investimenti maggiori siano su startup basate su Cloud e app, quelle che crescono di più sono le aziende basate sull’intelligenza artificiale, che sono cresciute del 665% negli ultimi due anni rispetto al periodo precedente. Le startup di questo tipo permettono alle compagnie assicurative tradizionali di raccogliere dati e offrire soluzioni personalizzate e più efficienti.

Il rapporto tra le compagnie assicurative e le startup Insurtech tuttavia è ancora tutto da costruire. Le società “tradizionali” hanno ancora paura ad aprirsi alle Insurtech, che sono viste come una minaccia. Un po’ come per le banche e le fintech, anche le compagnie di assicurazioni faticano a riconoscere nelle startup un’opportunità di innovare il business: prevale la visione della concorrenza anziché quella della collaborazione.

I colossi tech, invece, hanno fiutato il mercato e per loro le startup sono la catena di collegamento per entrare nel settore assicurativo: Amazon, Apple, Google, ad esempio, si stanno muovendo per commercializzare prodotti assicurativi innovativi attraverso le proprie piattaforme. I giganti del tech hanno dalla loro un enorme bacino di utenti, grandi capacità tecnologiche e una montagna di dati. Con questo bagaglio, e con gli accordi giusti con startup e aziende che si occupano trasversalmente di assicurazioni, riescono a proporre modelli innovativi raggiungendo segmenti di pubblico ancora poco coltivati.

Google e Amazon sono decisamente gli attori più importanti sulla scena. Lo scorso anno il colosso di Mountain View ha investito in Applied Systems, un fornitore di software di assicurazioni per agenzie indipendenti, che ha avuto in cambio l’accesso alle aree più tecnologicamente avanzate di Alphabet, come quelle dedicate ad AI e machine learning. Tra le parnership di Google figurano anche Lemonade, l’unicorno delle assicurazioni Oscar, e la startup delle polizze sulla vita Ethos, che lo scorso agosto ha raccolto 60 milioni di dollari in un round guidato proprio da Google Ventures. Amazon, invece, ha stretto una partnership con Travelers per vendere kit di sicurezza per “smart homes”. Chi acquista il kit (che include telecamera, sensori di movimento, ecc) ha uno sconto sulla polizza sulla casa. Lo scorso anno, poi, il gigante dell’eCommerce ha investito 12 milioni di dollari in Acko Technologies, la startup indiana di assicurazioni online.

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