3 Ottobre 2019

La flessibilità della Ue secondo Gentiloni: regole e investimenti

Alessandro Pulcini

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“Abbiamo il Patto, abbiamo le regole, dobbiamo applicarlo. Nel Patto ci sono le flessibilità, che non sono concessioni verso questo o quel Paese, ma è qualcosa che sta nelle regole”. È sottile il filo su cui si muove Paolo Gentiloni nella sua audizione al Parlamento Ue: un discorso sulla flessibilità delle regole comunitarie fatto dall’ex Presidente del Consiglio di un Paese che di flessibilità ha avuto, e ha, costantemente bisogno.

Ora, nella tripla veste di commissario designato agli affari economici, ex premier ed esponente di spicco di un partito appena tornato al Governo italiano, Gentiloni cerca di definire la sua posizione (a tutti, ma rispondendo all’eurodeputato del Ppe Marcus Ferber): “voglio essere molto chiaro. Non sarò il rappresentante di un singolo governo nella commissione ma sarò il commissario agli Affari economici e avrò a che fare con le 27 bozze di leggi di stabilità”, e alla bozza dell’Italia “darò esattamente la stessa attenzione, attitudine al dialogo e serietà verso le regole che darò a tutti gli altri 27”.

Gentiloni
epa07891053 – Paolo Gentiloni durante la sua aduzione da commissario designato Ue agli affari economici al Parlamento europeo, 03 ottobre 2019. EPA/OLIVIER HOSLET

Sta di fatto che la “flessibilità”, necessaria ai Paesi con alto debito pubblico che vogliano imprimere un’accelerata a un’economia sonoramente ferma, è protagonista indiscussa del discorso del nuovo commissario. “Supervisionerò l’applicazione del Patto di Stabilità e crescita per assicurare la sostenibilità dei conti, farò uso delle flessibilità quando necessarie, per ottenere una fiscal stance appropriata e consentire alle politiche di bilancio di giocare un ruolo di stabilizzazione e promuovere gli investimenti”, ricordando che “i Paesi che hanno spazio di bilancio lo devono utilizzare. E il messaggio della Commissione è che chi ha spazio deve utilizzarlo”. Oltretutto, “nell’applicare le nostre regole, mi concentrerò sulla riduzione del debito pubblico come qualcuno a cui sta profondamente a cuore l’impatto potenzialmente destabilizzante del debito alto quando l’economia va male”. Gentiloni ha precisato che si occuperà anche “di un uso adeguato dello spazio di bilancio per far fronte al rischio di rallentamento delle nostre economie”.

“Non sempre le regole Ue sono l’ostacolo per l’efficace realizzazione di investimenti”, ha detto il commissario designato agli Affari economici. Il Patto già prevede “la possibilità di incentivare gli investimenti pubblici, e non dobbiamo ignorare che molto spesso la difficoltà nel promuovere investimenti non è legata al funzionamento delle regole Ue, ci sono difficoltà non solo in Italia ma anche in altri Paesi a promuoverli e a dargli ritmo anche quando ci sono risorse e non ci sono vincoli Ue”.

Al di là della direzione da prendere con regole già esistenti, non manca un tono più riformatore nel discorso dell’ex premier. “Negli anni che abbiamo alle spalle, nonostante il superamento della crisi economica e il ritorno della crescita, le sfide non sono certo mancate. E sono ancora aperte davanti a noi”, con “diversa intensità da Paese a Paese. Ma ovunque si manifesta la contraddizione tra la crescita economica e la sua insufficiente sostenibilità sociale e ambientale. I cittadini europei pretendono risposte”. Il Patto di stabilità e crescita “non è perfetto, userò l’opportunità che ci dà la revisione del six e two pack per riflettere sul futuro, basandomi sull’evidenza del passato e prendendo in considerazione il contributo del Fiscal Board”. L’ex premier sottolinea l’importanza degli investimenti “necessari alla trasformazione delle nostre economie”. Il Fiscal board aveva aperto alla golden rule per gli investimenti. Inoltre “una delle mie azioni principali sarà realizzare lo schema europeo di assicurazione contro la disoccupazione”, che il Parlamento Ue “chiede da tempo”. “Politicamente non sarà facile, ma insieme possiamo realizzare uno schema che offrirà protezione ai cittadini durante periodi difficili delle loro vite”.

Si potrà capire meglio quali saranno le future mosse economiche europee il 7 novembre, quando “le nuove previsioni economiche ci diranno soprattutto una cosa, cioè se questo rallentamento della crescita è destinato a riprendersi immediatamente o può durare. Questo servirà per capire l’orientamento di politica monetaria (fiscal stance, ndr) che la Commissione potrà indicare ai Paesi”, ha detto Gentiloni, che ha risposto anche a quesiti più personali. “Ho liquidato il mio patrimonio di investimenti finanziari in portafoglio. Non era un portafoglio milionario ma in ogni caso è stato liquidato”, ha detto all’eurodeputata Manon Aubry della sinistra Gue.

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