4 Ottobre 2019

Le 10 startup del fintech italiano

Carlotta Balena

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Il fintech si sta evolvendo, anche in Italia. Sebbene il nostro sia un mercato mediamente meno sviluppato rispetto al resto d’Europa, Usa e Asia, i player finanziari tradizionali si stanno accorgendo della necessità di avviare percorsi di collaborazione con le startup innovative del settore. Fortune Italia ne ha selezionate dieci.

Secondo il Global FinTech Report 2017 di PWC, che ha coinvolto oltre 1.300 rispondenti (aziende finanziarie e fintech), in 71 diversi Paesi nel mondo inclusa l’Italia, l’89% delle banche europee e l’82% delle banche italiane ha dichiarato di vedere nelle fintech una possibile minaccia. Per trasformare la minaccia in opportunità, il 41% degli operatori finance tradizionali ha avviato partnership con le startup, mentre l’84% avvierà programmi di cooperazione nei prossimi 3-5 anni. I dati di utilizzo dei servizi fintech avvalorano questa necessità: secondo l’Osservatorio Fintech & Digital Finance della School of management del Politecnico di Milano, il 16% degli italiani ha utilizzato almeno un servizio fintech nel corso del 2017, quota che raddoppia (34%) se si considerano soltanto i Millennials, mentre il 38% dei clienti ha utilizzato servizi bancari da pc, e il 15% da dispositivi mobili (il doppio rispetto al 2016). Il 2018 per le startup del settore è stato segnato dall’aumento di capitale record di MoneyFarm, che ha raccolto 46 mln di euro diventando, finora, la società più finanziata dell’anno. MoneyFarm opera nella consulenza finanziaria, ma l’universo fintech è vario, e le startup toccano tutti gli ambiti: dai prestiti (social lending) ai pagamenti, dal crowdfunding alle assicurazioni (insurtech), fino ad arrivare ai Robo-Advisor e alle tecnologie per la cybersicurezza e la blockchain.

MONEYFARM
Moneyfarm è stata fondata nel 2011 da Paolo Galvani e Giovanni Daprà ed attualmente ha sedi in Italia e nel Regno Unito. Si occupa di gestione del risparmio e di consulenza finanziaria tramite una piattaforma online. Nel maggio 2018, ha raccolto 46 mln di euro con un aumento di capitale guidato dal gruppo Allianz e da United Ventures, che l’ha resa, finora, la società più finanziata dell’anno. Il colosso Allianz è tra i soci della startup dal 2016, quando ha rilevato il 9% della società per 7 mln di euro. Sempre nel 2016, i venture capital United Ventures e Cabot Square hanno versato 16 mln di euro a MoneyFarm facendola diventare di fatto una scale-up. MoneyFarm si inserisce nella cosiddetta categoria del personal financial management e del robo-advisoring: offre una consulenza finanziaria adatta a tutti tramite la tecnologia, cioè con un sistema di intelligenza artificiale (un robot).

PRESTIAMOCI
Prestiamoci è stata una delle prime piattaforme a portare il peer to peer lending, cioè il prestito tra privati, in Italia. Prestiamoci è nata nel 2008 e nel 2017 ha raggiunto i 5,2 mln di euro di erogato, con una crescita importante rispetto all’anno precedente (1,4 mln). La startup è stata fondata da Mariano Carozzi e, secondo i dati dell’azienda, i primi sei mesi del 2018 hanno segnato una crescita: i prestiti erogati sono stati 304 per un ammontare complessivo di 3,47 mln di euro (nello stesso periodo del 2017 erano stati erogati 187 prestiti per un ammontare complessivo di 1,89 mln di euro). Prestiamoci ha erogato complessivamente 1.510 prestiti per un ammontare complessivo di 12,8 mln di euro. Nel 2015, la startup ha avuto un aumento di capitale di 2 mln di euro a cui hanno partecipato Innogest Sgr, Banca Sella Holding Spa e Club Italia Investimenti 2. Sulla piattaforma si possono ottenere prestiti svolgendo l’intera procedura online: una volta ottenuta la valutazione positiva, il prestito viene sottoposto agli eventuali investitori che potrebbero essere interessati a investire delle quote.

CREDIMI
Fondata nel 2015 da Ignazio Rocco di Torrepadula, e lanciata nel 2017, Credimi è una startup che permette alle aziende di ricevere prestiti in tempi e costi brevi, nel giro di 48 ore. Le aziende a cui si rivolge Credimi sono quelle con un fatturato di almeno 500 mila euro: queste possono chiedere alla startup di anticipare crediti commerciali inviando alla piattaforma digitale le fatture e Credimi, nel giro di un paio di giorni, trasforma in liquidità il capitale circolante. I partner che ‘acquistano’ i crediti commerciali di Credimi sono Anima Sgr, Anthilia Capital Partners Sgr, BG Fund Management Luxembourg S.A., Banca Generali (Lux) e Tikehau Capital. La piattaforma ha chiuso il 2017 con 80 mln di finanziamenti erogati a fronte di 5 mila crediti commerciali anticipati. Ha appena concluso un aumento di capitale di 10 mln di euro.

SATISPAY
Satispay è attiva dal 2015 nel settore dei pagamenti mobili: fondata da Alberto Dalmasso e da Dario Brignone, è un’app che consente di effettuare vari pagamenti semplicemente utilizzando il telefono, collegato al proprio iban. Gli esercenti convenzionati sono diventati numerosi negli anni: sono circa 44 mila, tra i quali ci sono supermercati e varie catene di negozi. Non solo: attraverso l’app si possono anche fare ricariche e pagamenti per la pubblica amministrazione e mettere da parte somme di denaro attraverso la funzione ‘Risparmi’. Nel 2018 la startup ha stretto un accordo con il Consorzio Servizi Bancari (Cse) attraverso il quale l’app potrà funzionare anche con i 30 mila Pos delle banche clienti del consorzio. Satispay ha chiuso finora quattro round di finanziamento e a oggi la raccolta complessiva è di circa 42 mln di euro.
Ha chiuso il 2017 con ricavi pari a 3,3 mln di euro ma per il 2018 le attese sono molto più alte.

SARDEX
Sardex è la moneta alternativa attiva dal 2010 in Sardegna: un esperimento di realizzazione di un circuito di credito commerciale alternativo focalizzato a risollevare l’economia locale, dove un Sardex equivale a un euro. Fondata da Carlo Mancosu, Franco Contu, Piero Sanna, Giuseppe e Gabriele Littera, Sardex è riuscita nell’impresa di formare un circuito di ben 4 mila imprese associate, con un giro di oltre 350 mln. Nel 2016, la startup ha fatto il salto di qualità, con un round da 3 mln di euro guidato da Innogest, e con gli investimenti di Invitalia Ventures, Banca Sella Holding, Fondazione di Sardegna, Nice Group e Melpart: in questa occasione Sardex Srl è diventata Sardex SpA. Il circuito è interamente pensato per far girare l’economia, e per incentivare gli acquisti locali: il successo è stato tale che il modello è stato riprodotto anche in altre realtà locali italiane. Sardex è stata recentemente inserita dal Financial Times tra le mille società che più crescono in Europa.

BORSA DEL CREDITO
La startup opera nel peer to peer lending per le imprese e nel social lending, quindi nel settore dei finanziamenti da parte di investitori. Fondata nel 2013 per opera di Ivan Pellegrini, Borsa del Credito ha aperto nel 2015 il suo canale di P2P e nello stesso anno ha avuto il suo primo investimento da un milione di euro dal fondo P101. Nel 2017, la startup ha avuto due investimenti di 1,6 mln di euro ciascuno guidati P101 Ventures, Azimut, GC Holding e Banca Popolare di Fondi. Secondo i dati di Borsa del Credito, nel maggio 2018 la società ha erogato oltre 35 mln di euro a 467 imprese italiane, ovvero tre volte di più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

SOISY
Soisy è stata fondata nel 2015 da Pietro Cesati ed opera nel social lending, quindi nel settore dei prestiti tra privati senza senza intermediazione di una banca. La startup ha sviluppato una piattaforma digitale che mette in contatto chi ha bisogno di un prestito con gli investitori. Da novembre 2016, la startup ha ampliato il proprio campo di azione entrando nel mondo dell’eCommerce, per prestiti a privati che fanno acquisti in negozi digitali affiliati. Nel 2017, Soisy ha avuto un aumento di capitale da 891 mila euro con un’operazione che ha coinvolto i soci storici con alcuni nuovi imprenditori. Nel 2018 una raccolta di equity crowdfunding ha portato a totalizzare 1,25 mln di euro, in soli 8 giorni, su 200crowd.

CONIO
Conio è stata fondata a San Francisco nel 2015 da Christian Miccoli e Vincenzo Di Nicola, ma la sua sede operativa è a Milano: la startup offre soluzioni per la gestione di portafogli di bitcoin da smartphone, rivolgendosi a varie tipologie di utenti, dai privati alle banche. Conio ha realizzato un’app che permette di comprare e vendere bitcoin: la finalità della startup è quella di semplificare un settore che risulta ancora sconosciuto e complesso per i più. Nel 2018 Conio ha chiuso un round di finanziamento da 3 mln di dollari: un aumento di capitale sottoscritto da un gruppo di investitori coordinati da Innova et Bella. La valutazione della società è attualmente superiore a 40 mln di dollari.

NEOSURANCE
Neosurance è la startup in ambito insuretech fondata nel 2016 da Dario Melpignano (Ceo di Neosperience), e Andrea Silvello (Ceo di Digital Tech). La startup si rivolge alle compagnie di assicurazioni per la vendita di micropolizze in modalità push sfruttando l’intelligenza artificiale. In parole povere, ha realizzato una tecnologia in grado di capire quando è il momento giusto per sottoporre a un cliente una notifica per proporre un’assicurazione. Nel 2017 la startup ha annunciato un aumento di capitale di 700 mila euro portando la raccolta complessiva ad 1,7 mln di euro. Sempre nel 2017 la startup è stata selezionata da Plug&Play per partecipare al programma di accelerazione “InsurTech” in Silicon Valley. Nel 2018 Neosurance è sbarcata anche sul mercato statunitense.

MODEFINANCE
Nata del 2009 da un’idea di Mattia Ciprian e Valentino Pediroda come spin-off universitario dell’ateneo di Trieste, ModeFinance è diventata nel 2015 la prima startup fintech ad essere registrata come agenzia di rating in Europa. La startup ha sviluppato un algoritmo che applica le tecnologie legate ai big data e all’intelligenza artificiale alla finanza, per analizzare il credit rating delle società e delle banche commerciali. La tecnologia di valutazione della startup si chiama More (Multi Objective Rating Evaluation).

 

Articolo di Carlotta Balena apparso sul numero di Fortune Italia di ottobre 2018.

A portata di click

Acquista Fortune in formato digitale per leggere i nostri contenuti su qualsiasi dispositivo.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selezione degli articoli di Fortune.