9 Ottobre 2019

Snam punta sull’idrogeno: l’intervista di Alverà a Fortune Italia

Fabio Insenga

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Quando si sperimenta una nuova tecnologia, si fa sempre una scommessa. Ma quando i risultati sono quelli sperati, si può compiere il passo successivo: lavorare perché la novità introdotta possa ‘pesare’ nella strategia complessiva, facendo evolvere il business. Nel caso di Snam e dell’idrogeno, ci sono i presupposti perché una sperimentazione possa aprire nuove strade e portare un contributo anche alla decarbonizzazione e allo sviluppo dell’economia circolare in Italia. Ne parla in un’intervista a Fortune Italia, nel numero in uscita in edicola, l’amministratore delegato della società, Marco Alverà.

Snam ha avviato ufficialmente in Campania la sperimentazione dell’immissione di una miscela di idrogeno al 5% in volume e gas naturale nella rete di trasporto gas italiana. “Siamo stati i primi in Europa a immettere una percentuale in volume del 5% di idrogeno nella nostra rete di trasmissione, servendo direttamente due imprese, tra le quali un pastificio”, spiega Alverà. L’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili attraverso l’elettrolisi (processo di ‘scomposizione’ dell’acqua in idrogeno e ossigeno mediante l’energia elettrica) o ottenuto dal metano separando (e ‘sequestrando’) l’anidride carbonica, prosegue, “può diventare il vettore energetico del futuro, contribuendo a decarbonizzare i trasporti, il riscaldamento e soprattutto i settori cosiddetti ‘hard to abate’ come siderurgia e raffineria. L’idrogeno ha le potenzialità per diventare un mezzo economico per lo stoccaggio di energia”.

Quali obiettivi si possono indicare partendo dai risultati ottenuti? “Applicando la percentuale del 5% di idrogeno al totale del gas trasportato annualmente da Snam, se ne potrebbero immettere ogni anno in rete 3,5 miliardi di metri cubi, un quantitativo equivalente ai consumi annui di 1,5 milioni di famiglie e che consentirebbe di ridurre le emissioni di anidride carbonica di 2,5 milioni di tonnellate, corrispondenti al totale delle emissioni di tutte le auto di una città delle dimensioni di Roma”. Questa sperimentazione, evidenzia l’Ad di Snam, “ha delle potenzialità importanti: secondo i nostri studi, confortati anche da quelli dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), se si riuscisse a sostituire il 3% dei consumi di gas naturale globali con idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, sarebbe possibile ridurre del 50% il costo degli elettrolizzatori, tecnologia abilitante per l’utilizzo dell’idrogeno green su vasta scala, rendendolo competitivo in molti settori”.

La sperimentazione può essere replicata? “Stiamo lavorando per replicare la sperimentazione, con percentuali crescenti di idrogeno nel mix. Vorremmo arrivare al 10% in volumi. Contursi Terme continuerà a essere il nostro laboratorio dell’idrogeno. Il nostro impegno sull’idrogeno non riguarda solo i test sulle nostre infrastrutture ma anche l’analisi del potenziale ‘sector coupling’ con il settore elettrico e la partecipazione attiva alla discussione sullo sviluppo di una catena del valore italiana”, risponde Alverà.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di ottobre.

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