18 Ottobre 2019

Risparmiare tutto per andare in pensione a 30 anni

Carlotta Balena

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Prendere lo stipendio e metterlo da parte. Sempre. Mangiare alimenti frugali, condividere l’abitazione, andare a vivere fuori città, dove la vita costa meno. Sono tutti espedienti che vi permettono di mettere da parte una fortuna, ma soprattutto di poter lasciare il lavoro ed andare in pensione a 35 anni. Un movimento negli Usa da diversi anni sta acquisendo sempre più popolarità: è la comunità dei FIRE (acronimo che sta per Financial, Independence, Retire Early), persone che risparmiano ossessivamente per potersi permettere di mollare tutto e ritirarsi da giovani. Sono manager, avvocati, professionisti. Hanno iniziato a lavorare presto, guadagnano bene ma sentono la pressione della ruota del criceto: una vita fatta di stress, orari, meeting. E allora scelgono la strada dei sacrifici: vivere una vita molto al di sotto delle proprie possibilità, come farebbe uno studente universitario qualsiasi, e accumulare banconote sotto al tappeto (si fa per dire). 

Da che mondo è mondo, saper risparmiare permette di avere più soldi. Ma il movimento della frugalità va ben oltre: includendo avvocati trentenni che guadagnano 300 mila dollari all’anno ma che vivono mangiando solo riso e fagioli in scatola, come ha raccontato Suzy Weiss sul New York Post. E vivono fuori città, per pagare meno tasse, non buttano nulla ma riparano tutto, evitano persino di accendere il riscaldamento d’inverno e si scaldano sovrapponendo strati di coperte. Non mangiano fuori, non bevono fuori, non si lasciano tentare dalle sirene degli svaghi newyorkesi. 

Tutto per risparmiare fino all’ultimo centesimo: una pratica che si deve iniziare subito, già dal primo stipendio. Questo prevede il movimento Fire: mettere da parte quanti più soldi possibile nel minor tempo possibile, per andare in pensione e godersi la vita quanto prima possibile. Incassare lo stipendio e metterne da parte fino al 70%: in pochi anni si riesce ad accumulare una fortuna che offre la possibilità di lasciare il lavoro. Alcuni lo fanno per riuscire a fare altro, a realizzare un sogno, senza il problema di doversi mantenere economicamente per vivere. Altri lo fanno semplicemente per essere liberi di studiare, di fare quello che si vuole nel tempo finalmente scevro dagli obblighi lavorativi. 

L’idea del movimento Fire è stata lanciata una ventina di anni fa in seguito alla pubblicazione del libro “Your money or your life”. Eppure sembra che un numero crescente di millennials lo scelga oggi. Chi ci è riuscito, apre dei blog per raccontare la propria esperienza: come “The Money Habit” di J.P. Livingston che racconta di essere riuscita a raccogliere 2 milioni di dollari e di essersi ritirata dal lavoro a 28 anni (con strategie varie che includono prendere la laurea in tre anni invece che in 4 – risparmiando i soldi delle tasse – investimenti e un risparmio del 70% dello stipendio). In Italia c’è il blog di “Smettere di lavorare” dove Francesco Narmenni racconta i “trucchi” del movimento della semplicità volontaria, il movimento che insegna a vivere con pochissimi soldi dedicando la maggior parte del proprio tempo ai propri interessi invece che al lavoro. 

D’altronde, lo insegnava già Zio Paperone: mettere da parte i risparmi rende ricchi. Sarah Stanley Fallaw, direttrice delle ricerche per l’Affluent Market Institute e autrice del libro “The next millionaire next door: enduring strategies for building wealth” ha intervistato oltre 600 milionari americani per capire i segreti della ricchezza. Una delle sei “abitudini” che l’autrice identifica come fattori chiave per raccogliere una fortuna è proprio la frugalità, l’atteggiamento per cui Warren Buffet, uno degli uomini più ricchi del mondo, continua a vivere nella sua casa modesta in Nebraska.  

“Spendere al di sopra delle tue capacità, spendere invece che mettere da parte soldi per la pensione, scialacquare ancora prima di diventare ricchi rende schiavi del denaro, anche se il reddito è alto” ha scritto Stanley Fallaw. Oltre alla frugalità, l’autrice ha individuato altri “fattori di ricchezza”: la sicurezza nella gestione delle finanze, l’accettazione della propria responsabilità nelle finanze (e non pensare che decida tutto la fortuna), la pianificazione di obiettivi per il proprio futuro finanziario, la concentrazione nel portare a termine determinati compiti e infine l’indifferenza sociale, ovvero la capacità di non farsi distrarre dalle mode, dal consumismo e dalla tentazione di comprare l’ultimo oggetto proposto dalla pubblicità. Potete cominciare con il risparmio: secondo l’autrice, mettere da parte il 20% del proprio stipendio permette di accumulare un buon grado di ricchezza. Siete pronti? 

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