25 Ottobre 2019

Gualtieri rassicura l’Ue. E spunta il taglio da 3 mld ai ministeri

Fortune

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Di Silvia Gasparetto – L’Italia rispetta le regole europee e mette in campo una manovra “moderatamente espansiva” che assicura la sostenibilità dei conti pubblici e un percorso, seppur molto graduale, di calo del debito. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, risponde alla richiesta di chiarimenti di Bruxelles assicurando, insomma, che nel programma economico italiano non ci sono “deviazioni significative” dal tracciato europeo. Le lettera arriva mentre imbocca la dirittura finale il decreto fiscale, con qualche sorpresa che emerge dall’ultima bozza apparentemente definita nei dettagli.

Nel provvedimento, che rimpingua con 5,3 miliardi il fondo per il calo tasse (che servirà a finanziare la manovra di Bilancio) per il 2020, lo fa spostando anche parte dell’acconto che le partite Iva sottoposto agli indici sintetici di affidabilità (gli Isa che hanno sostituito gli studi di settore) dovevano quest’anno. E per compensare il calo di gettito fa scattare una ‘taglio’ da 3 miliardi nei conti dei ministeri, con la possibilità di rimodulare le risorse entro 20 giorni. La pubblicazione del decreto, che alcuni danno per sicura, non è l’unica mossa prevista da Gualtieri che per rassicurare ulteriormente la Commissione si impegna a inserire in manovra una nuova “clausola salva-conti” che congela dei fondi in attesa di verificare gli effettivi risparmi di Quota 100.

Ma non è l’Europa a preoccupare il governo giallorosso. Il problema resta l’intesa tra i partiti della maggioranza, che rischia di traballare di nuovo dopo l’accordo faticosamente raggiunto appena tre giorni fa. Il nodo è sempre lo stesso: sull’inasprimento del carcere per i grandi evasori che, su pressing del Movimento 5 Stelle, si è concordato di inserire nel decreto fiscale. Il testo, approvato formalmente ormai dieci giorni fa, potrebbe aver rallentato il percorso proprio per questa norma che nell’ultima versione abbassa le soglie di punibilità, inasprisce gli anni di galera e estende la possibilità di attribuire i reati penali anche alle società, per consentire la confisca di quote di possesso.

L’unica modifica appare quella dell’entrata in vigore che scatta con la conversione e non richiede più i 15 giorni di vacatio legis. Ma le obiezioni sarebbero sempre quelle già avanzate nel corso del vertice di maggioranza lunedì, sull’opportunità di mettere mano a norme penali con un decreto legge. Dubbi che, secondo fonti parlamentari, arriveranno anche al Colle, che ancora attende l’invio del testo per la firma. Tanto che Forza Italia ha annunciato di aver inviato una lettera a Mattarella in proposito.

“Ho dubbi sull’utilizzo del decreto”, dice chiaramente Matteo Renzi al Corriere della Sera, sottolineando che “se il Quirinale riterrà di controfirmare il testo” la questione si riaprirà in Parlamento. E quando decreto e manovra arriveranno alle Camere, si ripartirà probabilmente anche la battaglia sulle tasse: quelle nuove, sottolineano al ministero dell’Economia, mirano a cambiare i comportamenti, come plastic e sugar tax, e valgono in tutto 2 miliardi contando anche la web tax, che sarà finalmente operativa dal nuovo anno. A garantire però la copertura della manovra ci sono altri aumenti di gettito legati a vecchie tasse, dai giochi, alle sigarette, fino alla cedolare secca sugli affitti concordati. Che si uniscono alle coperture “solide e rigorose” che arrivano dal contrasto di frodi ed evasione, per 3 miliardi, e al ‘tesoretto’ da altri 3 miliardi che arriva dalle partite Iva soggette agli Isa e dai forfettari che sarà trasferito per intero nel 2020 attraverso una riduzione del 10% dell’acconto di fine anno.

Contro le ‘micro-tasse’, oltre a Italia Viva, che ha già proposto nuova spending review per evitarle, si muove anche il Movimento 5 Stelle, che rispolvera l’Imu da fare pagare alla Chiesa (“solita minestra riscaldata”, la secca risposta da Oltretevere). Ma ci sarà anche qualche tentativo di irrobustire almeno quelle “etiche” ad esempio per destinare più fondi alla scuola visto che le attuali risorse sono “poche”, lamenta il ministro Lorenzo Fioramonti. Altro capitolo che si cercherà di rafforzare quello della famiglia, che parte con 600 milioni aggiuntivi che consentiranno di portare fino a 250 euro il voucher per gli asili nido e di rafforzare l’assegno per i nuovi nati (il vecchio bonus bebè) prevedendo tre fasce a seconda del reddito, da 80, 120 e 160 euro al mese.

Per “chiarire” i contenuti della manovra intanto Luigi Di Maio ha lanciato un evento a Narni, con il premier Giuseppe Conte, con “tutta la coalizione”. Presenti Pd e Leu, Italia Viva invece non ci sarà. “I 40 euro da luglio” per le buste paga dei lavoratori, dice, sono comunque già “blindati”. Ma non basta ai sindacati che hanno scritto al presidente del Consiglio chiedendo un nuovo incontro, per entrare nel merito delle varie misure, compresa la rivalutazione delle pensioni basse, prima che la manovra arrivi in Parlamento. Ma, appunto, ci sarà tempo.

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