11 Novembre 2019

I record del vino italiano

Fortune

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La produzione del vino italiano continua ad aggiornare primati. Le cantine, anche quelle storiche, puntano sull’innovazione. E la concorrenza aumenta. 

Un record che continua ad aggiornarsi. Facendo della produzione di vino uno dei settori più dinamici dell’economia italiana. I dati finali Istat sulla produzione 2018 hanno rivisto al rialzo il dato finale da 52,9 milioni di ettolitri (incluso mosti) a 56,6 milioni, di cui 54,2 milioni si riferiscono alla sola produzione vino. Per trovare un dato tanto elevato bisogna tornare indietro 18 anni, al 2000, quando vennero prodotti 54,1 milioni di ettolitri. Con una piccola differenza: nel 2000 la viticoltura italiana lavorava su 692mila ettari, mentre oggi, sempre secondo l’Istat, gli ettari in produzione sono 629 mila, quindi circa il 9% in meno.  

Dunque, certamente l’annata più prolifica del millennio, in termini assoluti e anche relativi. Lo scostamento positivo sulla media degli ultimi 10 anni è del 23% e si realizza principalmente nel segmento dei vini bianchi (30,6 milioni di ettolitri, +35% rispetto alla media), dei vini DOC (22,9 milioni di ettolitri, +38%) e dei vini da tavola (17,8 milioni di ettolitri, +31%). Dal punto di vista geografico, i dati più positivi emergono dalle due regioni più produttive, il Veneto e la Puglia, che registrano una produzione di oltre il 50% sopra la loro media degli ultimi 10 anni. La produzione totale di vino ha raggiunto quota 54,2 milioni di ettolitri, contro i 43,8 milioni del 2017 e la media storica (2008-17) di 44 milioni di ettolitri. In entrambi i confronti, l’incremento è nell’ordine del 23-24%. Volendo raggruppare i dati per macroregioni, nel Nord la produzione 2018 è stata del 30% circa superiore alla media storica. I dati sono molto positivi anche per il Mezzogiorno, 24% sopra la media 2008-17, mentre nel centro Italia la vendemmia 2018 è in realtà stata del 6% sotto la media del decennio, pur mostrando una crescita del 20% rispetto allo scorso anno.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di novembre.

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