13 Novembre 2019

I numeri della sostenibilità Alis: “investiti 5 miliardi”

Morena Pivetti

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“Siamo estremamente favorevoli al Green new deal, lavoriamo per questo. La scelta della sostenibilità non rappresenta più una possibilità, ma la sola scelta responsabile da fare, considerando che le risorse del Pianeta non possono essere utilizzate e danneggiate all’infinito. Alis è nata con questo scopo e a tre anni dalla nascita possiamo dire di avere raggiunto risultati molto importanti”. Così il presidente Guido Grimaldi ha aperto l’Assemblea generale del 2019, davanti a una platea di 3mila ospiti, ricordando che la forza dell’associazione risiede nella sua capacità di unificare la rappresentanza del trasporto, di riunire insieme armatori, società di autotrasporto, compagnie ferroviarie, terminalisti, spedizionieri, interporti, ITS, società di servizi al trasporto e, come soci onorari, porti, Università, Centri di ricerca ed Enti di formazione.

Un assist, questo sul Green new deal, al presidente del consiglio Giuseppe Conte, che all’assemblea degli armatori di Confitarma, aveva chiesto a nome del governo di lavorare insieme a questo obiettivo.

A raccontare lo stato di salute di Alis in questo 2019 ci pensano i numeri: il network conta più di 1500 aziende associate, oltre 165mila uomini e donne impiegate, un parco veicolare di oltre 110mila mezzi, più di 140.509 collegamenti marittimi annuali, più di 125 linee di Autostrade del Mare, oltre 120 linee ferroviarie, 60.500 collegamenti ferroviari annuali, per un fatturato aggregato totale di 23 mld di euro. “Abbiamo investito 5 mld in tre anni – ha rivendicato Grimaldi – per comprare nuove navi, nuovi treni, nuovi camion e costruire magazzini di ultima generazione. Il Pil dell’Italia è cresciuto di appena lo 0,1%, mentre trasporti e logistica nel primo semestre di quest’anno sono saliti del 2,5% in export e dell’1,2% in import”.

Numeri importanti, come importanti sono i numeri sulla sostenibilità ambientale: grazie all’intermodalità gomma-mare e gomma-ferro ogni anno si imbarcano sulle autostrade del mare su distanze superiori ai 600 km, circa 2,7 milioni di camion, pari a 70 milioni di tonnellate di merci in meno trasportate sull’intera rete stradale nazionale, con un abbattimento delle emissioni di CO2 di oltre 2,2 milioni di tonnellate. Dal 1° gennaio le compagnie armatoriali avranno l’obbligo di usare carburante con un massimo di 0,5% di zolfo e l’impatto dell’entrata in vigore della nuova normativa sarà radicale. Già a partire da maggio 2020 il Gruppo Grimaldi riceverà 12 mega navi ibride ro-ro alimentate con batterie a litio, in grado di garantire zero emissioni in porto e di ridurre le emissioni, per esempio, del 67% tra Genova e Catania e del 76% tra Genova e Palermo

Nell’ultimo anno Alis ha spostato 40 milioni di tonnellate di mezzi pesanti dalla strada al mare, determinando così un risparmio di costo complessivo per l’ambiente di circa 1 milione di euro a km, e 30 milioni di tonnellate dalla strada al ferro, con un risparmio ambientale di oltre 750mila euro a km. “Grazie ad i nostri associati – ha insistito il presidente – le imprese e le industrie italiane o straniere hanno risparmiato circa 1 miliardo di euro in un anno sul trasporto in Italia e dall’Italia verso l’estero”.

Alla ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, intervenuta dopo di lui, Guido Grimaldi ha chiesto la conferma del ferrobonus e del marebonus, incentivi per rinnovare il parco Tir (l’età media in Italia è di 14 anni) e la riduzione delle tasse portuali e di circolazione a chi mette in mare e su strada navi e mezzi nuovi: “Chi inquina deve pagare di più,” ha aggiunto.

“L’ambiente è una delle leve per sostenere la crescita – ha convenuto la ministra – come una leva potente sono gli investimenti ferroviari. Siamo pronti a prendere le decisioni necessarie sulle infrastrutture entro la fine dell’anno. Intanto confermo che abbiamo a disposizione quasi 1,5 mld di euro fino al 2023 per interventi sull’ultimo miglio, per sviluppare l’intermodalità nei porti principali e che intendiamo accelerarli. Nella legge di Bilancio stiamo anche prevedendo di rinnovare il ferrobonus e il marebonus e ricordo che nel decreto fiscale abbiamo inserito gli incentivi per il rinnovo dei camion. Penso, però, che in futuro sia più utile spostare gli interventi da contributi e incentivi diretti a strumenti di natura fiscale, come per Industria 4.0: sono automatici e funzionano, io credo, meglio”.

 

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