19 Novembre 2019

Ecco le startup che cambiano il modo di fare la spesa

Cesare Valsania

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Migliorare l’esperienza del consumatore e facilitare il compito degli addetti ai lavori. È questo l’obiettivo delle startup che vogliono innovare il mondo dei supermercati. La pioniera nel settore è stata Supermercato24 che ha recentemente annunciato l’acquisizione di Szopi, il player di spesa on demand sul web: con l’acquisizione l’azienda ha esteso il proprio business al mercato polacco, ed è il primo player europeo del mercato e-grocery ad espandersi a livello internazionale. Supermercato24, infatti, è stata la prima startup della spesa online, con consegna a domicilio in giornata, anche in un’ora. Nata nel 2014, in questi anni ha promosso un servizio innovativo disponibile su qualunque dispositivo, che permette ai clienti di risparmiare tempo prezioso, e di ordinare la spesa online in modo veloce, senza rinunciare ai prodotti del proprio supermercato preferito. “Aiutare i supermercati a fare eCommerce, non solo nelle grandi città. E dare un migliore servizio per il cliente finale”: è l’obiettivo di Supermercato24 secondo il suo amministratore delegato Federico Sargenti. 

The Basket è una nuova startup italiana che fornisce i cestini della spesa ai supermercati e li mette a disposizione per sponsorizzarli con varie aziende, proponendo una comunicazione efficace e unica nel suo genere. “The Basket facilita il lavoro agli addetti dei supermercati e migliora l’esperienza del consumatore fornendo un prodotto moderno e innovativo” afferma Guglielmo Cucchiara, uno dei tre co-founder.  “Offriamo ai consumatori la possibilità inedita di utilizzare un cestino che renda la loro spesa semplice, efficiente e igienica” aggiungono Alessandro Toti e Andrea Masciotta. “Il nostro modello di business consiste nel fornire, gratuitamente, cestini per la spesa ai supermercati e monetizzare con gli sponsor che possono garantirsi una visibilità tutt’altro che marginale ”. Al progetto collaborano anche Lorenzo Alibrandi e Lumen Ventures, una venture capital.

Papwa (Product Against Plastic Waste), propone, come ha spiegato Monica Andreazzo, una dei tre soci dell’impresa, una combinazione tra imballaggi riutilizzabili dotati di tag in radiofrequenza, servizi di lavaggio industriale e servizi logistici nel settore della Grande distribuzione organizzata, destinati alla vendita di prodotti freschi. L’azienda si basa sull’uso di imballaggi riutilizzabili in sostituzione di quelli monouso. Una volta consumato il prodotto, gli imballaggi vengono restituiti al supermercato, il quale ne rimette a disposizione altri lavati.

Caper Labs vuole trasformare il carrello della spesa in una cassa. Al momento, la forma attuale non è così diversa dagli scanner già presenti in alcuni supermercati. Ogni carrello legge i codici a barre dei prodotti e, alla fine della spesa, la carta di credito. L’obiettivo finale sarebbe quello di integrare nel carrello telecamere e sensori che consentano di riconoscere gli articoli in automatico, senza passarli allo scanner.

Il settore è stato anche al centro dell’ Hackathon “Hack Your Shopping Experience”,  lanciato a inizio anno da Gruppo VéGé e PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico. L’idea nasce proprio da qui, dove un gruppo di studenti ha realizzato una Web App che riconosce il cliente quando entra nuovamente nel supermercato e permette al personale di sapere il suo nome e le sue preferenze o suggerisce prodotti in offerta sulla base dei precedenti acquisti. È  il progetto ideato dal team di Samuele Milanesi, Luca Fabio Parafioriti, Andrea Pasotti, Federico De Faveri, Mattia Toffanetti. 

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