24 Dicembre 2019

Popolare Bari, la difesa di Visco a Bankitalia punto per punto

Fortune

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di Domenico Conti – Gli oltre 20 miliardi di fondi pubblici per i salvataggi bancari in Italia costati meno dell’ “intervento pubblico in Germania e Olanda”. L’acquisizione di Tercas da parte della Popolare di Bari, che ne appesantì notevolmente il portafoglio di crediti ‘marci’, realizzata “in base a una autonoma valutazione” e non caldeggiata da Bankitalia. Le responsabilità attribuite alla Ue con lo stop all’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi su Tercas, che ha generato “oneri maggiori” per la Bari, e alla sua mancata trasformazione in spa che ne bloccò la ricapitalizzazione. Sono i punti cardine della difesa della vigilanza da parte del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, mentre le indagini della Popolare tratteggiano numerosi reati ipotizzati a carico dei manager e avvenuti proprio negli anni in cui la banca era ‘osservata speciale’ da parte delle autorità italiane.

Fra le operazioni sospette trasmesse dai commissari alla Procura, quella con cui l’ex condirettore generale Gianluca Jacobini, figlio dell’ex presidente e ‘patron’ della banca Marco Jacobini, avrebbe svuotato di 5,5 milioni la cassa poche ore prima del commissariamento, mentre in pubblico si rassicuravano i clienti. E poi i generosi finanziamenti concessi ad aziende già sull’orlo del crac. Per finire con l’indagine per corruzione a carico di Jacobini padre, proprio in merito alle modalità con cui ci fu il via libera di Bankitalia a comprare Tercas.

È in questo clima che Visco difende l’operato della vigilanza in un’intervista sul Corriere della Sera dopo che si è alzata nuovamente la bufera: dalle ispezioni del 2010, quando fu imposto il divieto di fare acquisizioni poi rimosso nel 2013, Via Nazionale ha disposto il commissariamento nove anni dopo, una decina di giorni fa. Troppi secondo una parte del mondo politico: nel frattempo sono stati collocate azioni ad alto rischio fra il pubblico, sono lievitati i crediti deteriorati e la redditività non è affatto migliorata come auspicato, facendo crollare i coefficienti patrimoniali.

Il ministro degli Esteri e capo del M5s parlava ieri, al Sole 24 Ore, di una governance in Bankitalia da riformare. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha detto nei giorni scorsi che il governo valuterà l’azione della Vigilanza e chiede a Bankitalia “di dare conto su tutti i passaggi”. “La vigilanza – ribatte Visco al quotidiano – “ha svolto il suo compito con il massimo impegno”, il commissariamento è stato possibile “solo dopo aver rilevato gravi perdite o carenze nei sistemi di governo societario”. Chi dice che Bankitalia avrebbe spinto Tercas nelle mani della Bari per rientrare di un massiccio finanziamento d’emergenza concesso all’istituto abruzzese “non conosce le regole”. E il commissariamento della Bari è stato disposto quando la legge lo ha consentito, “quando le perdite hanno ridotto i livelli di capitale al di sotto dei minimi stabiliti dalle regole prudenziali”, cosa emersa per la Bari solo nell’ultima ispezione di pochi mesi fa.

Intanto, con il dossier allo studio del Fitd che parteciperà al salvataggio assieme a Mcc, partirà l’8 gennaio l’esame del decreto legge ‘per il sostegno al sistema creditizio del mezzogiorno e per la realizzazione di una banca d’investimento’ necessario all’operazione: emendamenti entro il 13, dopo un ciclo di audizioni che toccheranno fra gli altri Bankitalia, Consob e il ministro Gualtieri.

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