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28 Dicembre 2019

I cimeli sportivi che valgono milioni

Nicola Sellitti

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Documenti, figurine, mazze da baseball, taccuini, scarpini da milioni di dollari. Nell’era dello sport liquido, con divise e pezzi del merchandising disponibili immediatamente in Rete e con le maglie degli atleti recapitate in tribuna ai tifosi in cambio di un clic e un mazzetto di euro o dollari, schizza alle stelle il costo dei cimeli dei miti del passato. Perché la nostalgia costa. E, dunque: casacche, scarpe, card, scritti antichi, asciugamani all’asta per cifre da quadri o sculture griffate.

A New York qualche giorno fa è stato venduto all’asta il manifesto originale delle Olimpiadi per 8,8 milioni di dollari. Secondo la casa d’asta Sotheby’s, che ha ospitato la sessione in cui è stato piazzato il cimelio (documento del 1892 da 14 pagine scritto da Pierre De Coubertin, fondatore del Comitato Olimpico Internazionale), il manifesto avrebbe dovuto essere piazzato per una cifra tra 700 mila e un milione di dollari. E invece è stato il cimelio sportivo più caro di sempre, quasi otto volte di quanto speso (oltre un milione di dollari) per la mazza da baseball utilizzata per il suo 500esimo fuoricampo in carriera da Babe Ruth, leggenda dello sport americano nel primo Novecento con i New York Yankees. E proprio una delle maglie usate in campo con gli Yankees è stata battuta all’asta in estate per oltre cinque milioni di dollari (5,64 milioni).

Insomma, i collezionisti sono disposti a spendere pacchi di milioni in cambio di un pezzo di storia romantica dello sport. Nelle scorse settimane per circa due milioni di dollari è stata venduta a un’asta una delle medaglie d’oro vinte da Jesse Owens ai Giochi olimpici di Berlino 1936, sotto gli occhi e la furia di Adolf Hitler. E sempre in tema di Olimpiadi, qualche mese fa un paio di Nike calzate dai corridori per i 10 mila metri a Monaco 1972, nell’edizione del Terrore, sono finite nelle mani di un appassionato per oltre mezzo milione di dollari.

Ma c’è spazio anche per altri tipi memorabilia. Come la figurina T909, formato card, di un altro mito del baseball americano, Honus Wagner, battuta a 2,8 milioni di dollari. Oppure, il taccuino di James Naismith, l’insegnante di educazione fisica e inventore del basket, con le 13 regole del gioco, finito nella casa di un collezionista per 4,3 milioni di dollari. Ed è costato parecchio, 1,4 milioni di dollari, un altro taccuino con le regole del gioco, stavolta del calcio, prodotto dallo Sheffield United, uno dei club più antichi del calcio mondiale.

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