6 Febbraio 2020

Dentro il super computer dell’Eni

Chiara Baldi

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Quasi 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo. È questa la capacità di performance del nuovo nato in casa Eni, l’Hpc5 – acronimo di High Performance Computing 5 – un super computer, inaugurato oggi, che si trova nel Green Data Center, complesso costruito nel 2014 a Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia. Qui, il gruppo guidato da Claudio Descalzi, ospita tutti i sistemi informatici a disposizione di Eni. Infatti la grande capacità di calcolo dell’Hpc5, cioè 52 Petaflop al secondo, viene unita a quella dell’Hpc4 – 18 Petaflop al secondo – per arrivare a 70 Petaflop al secondo, rendendo in questo modo il Green Data Center di Eni la più potente infrastruttura di calcolo al mondo tra quelle non governative e tra le prime dieci per livello e velocità di performance.

“Siamo in un momento importante del percorso di transizione energetica”, ha commentato l’amministratore delegato di Eni, aggiungendo: “questo è un ulteriore passo avanti verso il traguardo globale che condividano con i partner tecnologici e di ricerca: rendere le energie di domani una realtà sempre più vicina”. I super calcolatori, ad esempio, hanno reso possibile la recente scoperta del giacimento a gas di Zohr, in Egitto, ad oggi la più grande rinvenuta nel Mediterraneo. 

Ma oltre a essere un super computer, l’Hpc5 è anche un aiuto importante nell’obiettivo di Eni del risparmio energetico: con un solo watt di elettricità l’Hpc5 permette di effettuare quasi 20 miliardi di rotazioni al secondo. Inoltre, tutto il Green Data Center di Eni opera tramite un sistema di raffreddamento chiamato “Free Cooling” che regola la temperatura usufruendo, per il 92% del tempo, di aria esterna senza alcuna necessità di raffreddamento.

Ma il maxi computer è stato anche sviluppato in modo da ottenere il massimo di efficienza energetica perché sfrutta l’energia prodotta dal campo fotovoltaico installato all’interno del Green Data Center. Il parco annesso al polo di Eni da circa un megawatt permette infatti di fornire fino al 50% della potenza necessaria ai super calcolatori installanti, mentre il fabbisogno restante viene assicurato dalla centrale termoelettrica di Enipower vicina al centro. Il sistema di “free-cooling” restituisce anche aria più pulita all’ambiente. Infatti, prima di arrivare ai computer, l’aria viene filtrata dalle polveri, eliminandone circa 3 mila chilogrammi all’anno. Infine, questo sistema, che consente di limitare l’utilizzo di condizionatori a meno dell’8% del tempo e di aumentare l’efficienza complessiva della struttura, impedisce l’emissione nell’ambiente di circa 7000 tonnellate annue di CO2 che, combinate con il risparmio energetico dovuto all’efficienza informatica, superano le 20.000 tonnellate annue.

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