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Coronavirus e didattica a distanza, l’esempio di Urbino

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coronavirus, didattica a distanza
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Con università e istituti scolastici chiusi a causa della pandemia da Covid-19, la didattica a distanza è ormai da settimane tra i temi più discussi in Italia. Come con lo smart working, il coronavirus ha costretto ad accelerare il rinnovamento digitale di settori in cui l’innovazione è storicamente in ritardo rispetto ad altri Paesi. Scuola e università non fanno eccezione: l’importanza di avere a disposizione strumenti che consentano di non dover interrompere la didattica si sta rivelando fondamentale. Tra gli esempi virtuosi c’è quello dell’università di Urbino.

L’Università di Urbino ha cominciato a sperimentare l’e-learning e le nuove forme di didattica a distanza nel 2004. Ciò le ha permesso di farsi trovare pronta per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, che ha visto nell’area del territorio vicino ad Urbino una delle prime zone rosse del contagio. Il preavviso col quale l’Ateneo ha dovuto muoversi per questa emergenza è stato scarsissimo, ma è bastato invitare i docenti a usare lo strumento per le videolezioni, Blackboard Collaborate, seguendo le descrizioni testuali e i video tutorial che spiegano il suo funzionamento, per ripristinare la didattica

Durante la lezione, gli studenti vedono in video il docente col quale possono interagire scrivendo in chat le proprie domande o parlando al proprio microfono con la possibilità, alternandosi, di essere visibili anche loro in video. Nello specifico, l’Ateneo di Urbino ha implementato il learning management system Moodle, un prodotto software open source e gratuito, e Blackboard Collaborate in cloud che si integra con Moodle, Blackboard Learn e tutti i LMS compatibili con lo standard LTI. “Grazie al lavoro fatto negli ultimi anni” afferma il professor Marco Bernardo, delegato rettorale all’innovazione tecnologica dell’università di Urbino e Direttore del Cisdel – centro integrato servizi didattici ed e-learning, “ci siamo fatti trovare pronti all’emergenza. Lunedì 2 marzo le lezioni degli oltre 600 insegnamenti di tutti i nostri 34 corsi di laurea, e nei giorni a seguire quelle dei nostri 4 corsi di dottorato di ricerca, sono passate in e-learning con Blackboard Collaborate, servendo quotidianamente più di 10.000 utenti tra docenti e studenti, con picchi di 3.000 nella stessa fascia oraria”.

“Poi da lunedì 9 marzo” continua il Prof. Bernardo “le sessioni di laurea temporaneamente sospese hanno iniziato a svolgersi in diretta streaming”, sempre con la stessa piattaforma, “consentendo a 220 nostri studenti di conseguire il titolo alla presenza virtuale di parenti e amici. Infine lunedì 16 marzo è stato avviato lo smart working massivo grazie a diversi strumenti tecnologici, dove in particolare Blackboard Collaborate viene efficacemente utilizzato per le riunioni a distanza di uffici, commissioni e organi accademici. Un esempio virtuoso che ho avuto l’opportunità di presentare agli altri atenei in un webinar che ho tenuto presso la Fondazione CRUI, il braccio operativo della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane”.

Per facilitarne l’utilizzo, la stessa Blackboard ha implementato il portale self-service Blackboard Collaborate, capace di ridurre significativamente il tempo che va dall’acquisto all’avvio del servizio.

WBF

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