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14 Maggio 2020

Ecco quanto sta soffrendo l’export a causa del coronavirus

Fortune

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I dati di marzo sono quelli che raccontano quanto davvero abbia pesato (e stia pesando) l’emergenza coronavirus sul bilancio di import e export, entrambi fattori fondamentali dell’economia italiana. L’ultima stima Istat, quella di febbraio, ancora non inquadrava l’impatto più pesante della pandemia e delle misure di contenimento poi adottate dall’Italia. In un mese la riduzione congiunturale è stata netta, dice l’istituto, pari a -16,8%, sia nelle esportazioni sia nelle importazioni.

 

La forte contrazione su base mensile dell’export, spiega l’Istat, è dovuta al deciso calo delle vendite sia verso i mercati extra Ue (-18,5%) sia, in misura meno ampia ma comunque molto profonda, verso l’area Ue (-15,2%).

 

Il dato messo a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno fa altrettanto impressione. A marzo 2020 la flessione su base annua dell’export è pari a -13,5%. Anche in questo caso è determinata dal forte calo delle vendite sia verso l’area extra Ue (-14,7%) sia verso l’area Ue (-12,2%). Anche le importazioni diminuiscono drasticamente (-18,1%) da entrambi i mercati, in misura più marcata da quelli extra Ue (-21,7%) rispetto all’area Ue (-15,5%).

 

Su base annua, il drastico calo delle vendite sui mercati esteri di macchinari, autoveicoli e articoli in pelle, escluso abbigliamento, si legge nella nota dell’Istat, spiega più della metà della caduta tendenziale dell’export, mentre la riduzione degli acquisti di autoveicoli, metalli, petrolio e gas naturale contribuisce per circa 9 punti percentuali alla discesa, invece, dell’import. A marzo, l’ampia flessione congiunturale e tendenziale dei prezzi all’import è dovuta principalmente ai forti ribassi dei prezzi dei beni energetici nell’Area non euro (-23,4% sul mese, -31,1% sull’anno).

 

Alla luce del forte calo delle esportazioni ma soprattutto dell’ancor più profondo calo delle importazioni a marzo l’Istat stima che il saldo commerciale aumenti di 1.106 milioni di euro (da +4.579 milioni a marzo 2019 a +5.685 milioni a marzo 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +7.691 milioni di euro (era +7.905 milioni a marzo 2019. Considerando l’intero primo trimestre 2020, rispetto al precedente, si rileva una diminuzione del 4,1% per le esportazioni e del 5,1% per le importazioni.

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