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14 Luglio 2020

Colori, semafori e batterie: la guerra delle etichette alimentari

Alessandro Pulcini

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La sfida tra il Nutri-Score francese e il NutrInform battery italiano determinerà le diete di milioni di europei. E per il made in Italy, secondo Federalimentare, delle etichette alimentari sbagliate rappresentano una minaccia più grave di quella dei dazi commerciali. La versione completa di questo articolo, a firma di Alessandro Pulcini, è disponibile sul numero di Fortune Italia di luglio/agosto.

 

Il 20 maggio la Commissione europea ha presentato la strategia Farm to fork, parte del Green Deal europeo. La proposta della Commissione delinea, insieme a quella gemella dedicata alla biodiversità, il futuro del settore agroalimentare europeo all’interno della più ampia strategia per la sostenibilità del Continente. Tra gli obiettivi della Commissione c’è una forte riduzione dei fitofarmaci, dei fertilizzanti, degli antibiotici per l’allevamento, l’aumento dei terreni dedicati al biologico. E c’è “l’armonizzazione” delle etichette sui prodotti alimentari, ovvero l’indicazione dei valori nutrizionali dei prodotti consumati dagli europei. Questo ultimo punto è quello che sta generando più allarmi in Italia, che nell’alimentare vede il suo secondo settore manifatturiero per incassi, a più di 140 mld, con l’export a rivestire un ruolo fondamentale e negli ultimi anni costantemente in crescita. 

 

Gli indizi della Commissione 

 

Nel suo report ufficiale sulle dichiarazioni nutrizionali fronte pacco, rilasciato a corredo del Farm to fork, la Commissione non ha esplicitamente indicato il suo sistema di etichettatura preferito. Lo ha detto lo stesso Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, all’Ansa: “Al momento non raccomandiamo nessun tipo specifico (…) lanceremo una valutazione di impatto sui differenti tipi disponibili, e ne discuteremo con le categorie interessate”. Il report, però, qualche indizio sulle preferenze di Bruxelles lo dà. E fornisce comunque un’utile categorizzazione: da una parte ci sono le etichette definite ‘nutrient specific’, quelle più dettagliate, tra cui l’italiana NutrInform, ovvero l’etichetta a ‘batteria’. Dall’altro ci sono le etichette ‘sintetiche’, tra cui il Nutri-Score francese. Quest’ultimo sembra favorito nella corsa che determinerà l’alimentazione dei cittadini europei, una corsa che si potrebbe concludere con una proposta nel 2022.

 

 

La versione completa di questo articolo, a firma di Alessandro Pulcini, è disponibile sul numero di Fortune Italia di luglio/agosto. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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