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11 Settembre 2020

Istat: crollano gli occupati, quasi mezzo milione in meno

Fortune

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Nel secondo trimestre del 2020 crolla il numero degli occupati. Per via dell’emergenza sanitaria, infatti, “il numero di persone occupate subisce un ampio calo in termini congiunturali (-470 mila, -2,0%), dovuto soprattutto alla diminuzione dei dipendenti a termine e degli indipendenti”. Lo comunica l’Istat nella nota sul mercato del lavoro, evidenziando un tasso di occupazione che scende al 57,6%, in calo di 1,2 punti rispetto al primo trimestre 2020. Peraltro – osserva l’Istituto – i giovani di 15-34 anni presentano la diminuzione più marcata (-2,2 punti).

 

Ma l’Istat ricorda come i dati provvisori di luglio 2020, al netto della stagionalità e dopo quattro mesi di flessione, mostrano un numero di occupati che torna a crescere (+85 mila, +0,4%) rispetto a giugno mentre il tasso di occupazione risale al 57,8% (+0,2 punti in un mese), “misurando una positiva reazione del mercato del lavoro alla ripresa dei livelli di attività economica”. Rispetto al secondo trimestre 2019, il numero di occupati scende di 841 mila unità (-3,6% in un anno), e anche su base annua si conferma il calo soprattutto dei dipendenti a termine (-677 mila, -21,6%) mentre continuano a diminuire gli indipendenti (-219 mila, -4,1%) a fronte di un lieve aumento dei dipendenti a tempo indeterminato. Il calo occupazionale interessa sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale, per i quali nel 63,9% dei casi il part time è involontario. Diminuiscono, inoltre, gli occupati che hanno lavorato per almeno 36 ore a settimana (50,6%, -13,8 punti), a seguito delle assenze dal lavoro e della riduzione dell’orario dovute all’emergenza sanitaria.

 

Proseguendo con la lettura dei dati dell’Istituto, sempre nel secondo trimestre, il tasso di disoccupazione è sceso all’8,3% con una diminuzione di 0,9 punti sui primi tre mesi dell’anno e di ben due punti sullo stesso periodo del 2019. Il calo dei disoccupati, scesi a 2,057 milioni, tuttavia, è collegato a un balzo degli inattivi che nella fascia fra 15 e 64 anni sono ben 14,18 milioni, con un aumento congiunturale del 5,5% e del 10% tendenziale. Nel secondo trimestre sul mercato del lavoro sono state evidenti “ancor più che nello scorso trimestre, le notevoli perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria”. L’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una forte diminuzione rispetto sia al trimestre precedente (-13,1%) sia allo stesso periodo del 2019 (-20,0%). “Tali andamenti – osserva l’Istituto – risultano coerenti con la fase di eccezionale caduta dell’attività economica, con una flessione del Pil nell’ultimo trimestre pari al 12,8% in termini congiunturali”.

 

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