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16 Ottobre 2020

Padoan e Profumo, torna l’ortodossia M5S

Fabio Insenga

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Due posizioni nette, coerenti con la storia del Movimento. Due posizioni che creano però tensioni all’interno della maggioranza di governo, con il Pd chiamato indirettamente in causa. I casi di Pier Carlo Padoan, ex ministro dell’Economia, deputato Dem, nominato alla presidenza di Unicredit, e Alessandro Profumo, Ad di Leonardo condannato a Milano per il caso derivati di Mps, di cui era presidente, vedono i Cinquestelle tornare a occuparsi di finanza per dire ‘No’ all’incarico e per chiedere le dimissioni del numero uno del Gruppo della difesa.

 

“La nomina a presidente di Unicredit di Pier Carlo Padoan ci sembra a tutti gli effetti inopportuna, vista la carica istituzionale di massimo livello che ha ricoperto in passato e il ruolo che riveste tuttora, da deputato della Repubblica. Sul punto presenteremo a stretto giro un’interrogazione scritta al governo, anche per impegnarlo a prendere quanto prima provvedimenti normativi per evitare che situazioni di questo genere possano ripetersi in futuro. Il contrasto alle cosiddette “porte girevoli” tra politica e mondo finanziario è una battaglia storica del MoVimento 5 Stelle e si intreccia con il tema più generale del conflitto di interessi, sul quale ci stiamo muovendo in sede parlamentare attraverso una proposta di legge unificata in corso di esame”. La nota congiunta dei deputati M5S della commissione Finanze della Camera è piuttosto netta.

 

Altrettanto chiaro il tweet dall’account del Movimento sul caso Mps (e Leonardo).

 

 

Sono due questioni diverse, che hanno però il denominatore comune del ritorno all’ortodossia grillina. Guardando a Padoan, il tema delle ‘porte girevoli’, come lo definiscono i deputati M5S, esiste. Ma va disciplinato con le norme sull’incompatibilità. Quando le norme sono rispettate, si entra nel campo dell’opportunità, che va bilanciata con la libertà personale, anche dei deputati ed ex ministri. Nel caso degli ex illustri, si pensi al predecessore di Padoan, Fabrizio Saccomanni, o a Domenico Siniscalco e Vittorio Grilli: l’approdo a incarichi di prestigio nel mondo bancario è storicamente tutt’altro che precluso a chi ha fatto il ministro dell’Economia. Si può discutere ‘l’aggravante’ del passaggio parlamentare, ma comunque i precedenti non mancano.

 

Anche nel caso di Alessandro Profumo devono valere in primo luogo le norme. Leonardo ha subito dichiarato che non ci sono le condizioni per la decadenza dall’incarico, evidentemente adguatamente supportata sul piano legale. Andando oltre, anche in questo caso, è bene guardare indietro. Quanti sono i casi di condanne in primo grado ribaltate dai successivi gradi di giudizio? Tanti, spesso con riabilitazioni ‘postume’.

 

Non vuol dire che non siano dossier da valutare e, se necessario, affrontare anche sul piano politico. Ma sarebbe il caso di evitare strumentalizzazioni che hanno anche conseguenze rilevanti sul piano economico e finanziario.

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