Calabria, ora lasciate lavorare Strada e Gaudio

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Gino Strada
ferrovie 2022

Alla fine, è servita una settimana per capire di aver sbagliato strada. La correzione di rotta, tardiva ma decisa, è arrivata anche per le pressioni della politica e dell’opinione pubblica. “Il ministro mi ha telefonato e non ha avuto bisogno di darmi spiegazioni. Mi ha chiesto di dimettermi ed io l’ho fatto. E mi dimetto da tutti gli incarichi che ho in Calabria“: le parole con cui l’ormai ex commissario Giuseppe Zuccatelli ha annunciato il passo indietro imposto dal ministro della Salute Roberto Speranza sono sufficientemente nette. Qualche ora dopo, è arrivata l’ufficialità, seppure attraverso fonti di Palazzo Chigi: al professor Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Roma ‘Sapienza’, di origine cosentine, è stato affidato l’incarico di nuovo commissario alla Sanità della Regione Calabria”. Le stesse fonti hanno riferito che “Gino Strada ha confermato la disponibilità a far parte della squadra, anche con una delega speciale”.

 

Quindi, una soluzione in cui gli aspetti manageriali spettano a un tecnico e quelli operativi a un ‘super tecnico’, come il fondatore di Emergency. “Due nomi autorevoli che possono aiutare la sanità calabrese a ripartire”, commentano da Palazzo Chigi.

 

Servirebbe, comunque, una maggiore chiarezza. Anche nei rapporti istituzionali. Il post che ha scritto in serata Gino Strada evidenzia un pezzo di strada ancora da fare. “Apprendo dai media che ci sarebbe un tandem Gaudio-Strada a guidare la sanità in Calabria. Questo tandem semplicemente non esiste. Ribadisco di aver dato al Presidente del Consiglio la mia disponibilità a dare una mano in Calabria, ma dobbiamo ancora definire per che cosa e in quali termini. Sono abituato a comunicare quando faccio le cose – a volte anche dopo averle fatte – quindi mi trovo a disagio in una situazione in cui si parla di qualcosa ancora da definire. Ringrazio il Governo per la fiducia e rinnovo la disponibilità a discutere di un possibile coinvolgimento mio e di EMERGENCY su progetti concreti per l’emergenza sanitaria che siano di aiuto ai cittadini calabresi”.

 

Chiaro, dunque, che ancora non è stata detta l’ultima parola.

 

Si deve chiudere un capitolo triste, per la Calabria, e anche per il governo che finora non era stato capace di esprimere gli uomini adatti a un compito così gravoso. Si deve aprire un altro capitolo, che potrà cambiare il corso della storia solo se le regole di ingaggio saranno chiare e se il nuovo team commissariale sarà messo nelle condizioni di operare con la protezione politica e ‘ambientale’ che serve per incidere, in un territorio martoriato dalla malavita organizzata e da anni di mala gestione politica e amministrativa.

 

L’emergenza Coronavirus in Calabria non è solo lotta al virus e alla diffusione dell’epidemia. È soprattutto una sfida epocale, perché il sistema sanitario va ricostruito e perché servono scelte da economia di guerra. Per questo l’esperienza di Gino Strada e di Emergency possono rappresentare una risorsa, forse l’ultima a disposizione, per tentare di fermare una deriva letale per il territorio, direttamente, e anche per la tenuta del sistema nazionale, indirettamente.

 

Si arriva alla soluzione che si prospetta oggi con qualche giorno di ritardo e qualche polemica che si poteva evitare. Le parole che domenica Strada ha affidato a un post su Facebook sono servite a far capire a tutti di essere in attesa di una offerta reale, dopo il sondaggio effettuato dal premier Giuseppe Conte. Un’attesa che non poteva protrarsi oltre. Anche per non far passare il pessimo messaggio che si era dato il nome del fondatore di Emergency in pasto all’opinione pubblica senza avere un piano chiaro da seguire. Il passo di oggi, se le condizioni saranno accettabili, dimostra invece la volontà di provare ad affrontare il problema. Ora, assicurate la copertura politica che serve e lasciate lavorare Strada e Gaudio.

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