Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement

28 Novembre 2020

Recovery Fund, i manager servono se decidono

Fabio Insenga

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Reinventarsi, come dice Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, è possibile. Serve però una qualità che questo governo ha dimostrato di avere a corrente alternata: la capacità di decidere. A maggior ragione quando si parla di gestire la gigantesca dote di risorse in arrivo con il Recovery Fund.

 

Vanno prese decisioni rapide e allo stesso tempo lungimiranti, mettendo insieme le esigenze di un’emergenza che ormai si protrae da troppo tempo e una visione che possa costruire un percorso lungo. Per farlo, è necessaria una struttura di governance in grado di gestire nei prossimi mesi i 209 miliardi in arrivo dall’Europa del Piano Next Generation Eu. Un’occasione irripetibile per ribaltare carenze strutturali e chiudere i conti con gli errori del passato.

 

Il problema principale è fare in modo che questa governance non venga risucchiata dalla litigiosa inconcludenza che sembra radicata in una maggioranza costruita artificialmente, senza una solida alleanza politica a sostenerla. Servirebbe un passo indietro che difficilmente ci sarà. Andrebbero individuati obiettivi da difendere con ostinazione, andrebbero messi al riparo dalle quotidiane fibrillazioni di una politica che ancora ritiene sia il tempo di ragionare di rimpasti e di geniali mosse strategiche. Servirebbe la consapevolezza di poter scrivere la storia mettendo da parte i calcoli elettorali. Difficilmente accadrà. Eppure sarebbe ancora possibile una riabilitazione collettiva per una classe dirigente finora capace solo di galleggiare.

 

L’architettura di cui si sta ragionando, l’ennesimo incastro di cabine di regia, comitati e task force, potrebbe tenere solo se si riuscisse finalmente a creare dei meccanismi agili di elaborazione e trasmissione delle decisioni.

 

Uno snodo cruciale può essere il contributo dei manager. Ma il precedente del gruppo di lavoro guidato da Vittorio Colao deve insegnare. I manager servono se possono decidere. E se devono decidere servono deleghe chiare e un forte appoggio politico, dal governo e dal Parlamento. Altrimenti, anche i manager servono a poco.

A portata di click

Acquista Fortune in formato digitale per leggere i nostri contenuti su qualsiasi dispositivo.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selezione degli articoli di Fortune.