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1 Dicembre 2020

Unicredit scivola ancora in Borsa dopo l’annuncio di Mustier: -8%

Fortune

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Dopo aver faticato a fare prezzo per le forti vendite, apertura di contrattazioni al ribasso per Unicredit che scivola a -7,96% a Piazza Affari dopo l’annuncio dell’ad Jean Pierre Mustier che lascerà l’incarico ad aprile 2021, a fine mandato e a causa della frattura all’interno del board sulle scelte strategiche: sarebbe a dire, l’acquisizione di Mps. Praticamente, un passo indietro richiesto. Il titolo dell’istituto di piazza Gae Aulenti apre con una flessione che sfiora l’8% a 7,95 euro. Mps, intanto, sale del 5,85% a 1,23 euro.

 

 

Il manager francese, amministratore delegato della banca dal luglio 2016, nel corso di un consiglio di amministrazione tenutosi nel pomeriggio di ieri ha annunciato il ritiro dal suo ruolo alla fine del mandato in corso. Oppure non appena il presidente designato, l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, e il cda avranno trovato un successore. Una scelta dettata dalle visioni, divenute inconciliabili, fra l’amministratore delegato e una parte del consiglio sulle strategie dell’istituto. Fra il futuro stand alone difeso da Mustier e l’acquisizione di Mps, voluta da una parte del consiglio e da una fetta della maggioranza di governo.

 

 

“Nel corso degli ultimi mesi è emerso che la strategia del Piano Team 23 e i suoi pilastri fondanti non sono più in linea con l’attuale visione del consiglio di amministrazione”, ha commentato Mustier. “Di conseguenza ho preso la decisione di lasciare il gruppo alla fine del mio mandato ad aprile 2021, in modo da consentire al consiglio di definire la strategia futura”. Il governo, nonostante la contrarietà del M5S, sta cercando di dotare Mps di tutte le condizioni perché venga acquisita, comprese una ricapitalizzazione, la copertura degli esuberi e un veicolo in cui far confluire il rischio legato ai contenziosi legali, quantificato in circa 10 miliardi di euro. Ma proprio sulla contrarietà di Mustier all’acquisizione, ribadita dopo una fase di trattativa, si è consumato lo strappo.

 

 

Una rottura che non è piaciuta al mercato già ieri, quando a Piazza Affari Unicredit si è aggiudicata la maglia nera del Ftse Mib sulle tensioni in cda e sull’uscita del manager francese, molto apprezzato dagli investitori. Il titolo dell’istituto di piazza Gae Aulenti ha chiuso con una flessione del 4,96% a 8,64 euro. Al contrario Mps ha scambiato sugli scudi, segnando un rialzo 3,01% a 1,16 euro, dopo essere arrivata a guadagnare il 6%.

 

 

Il presidente di Unicredit, Cesare Bisoni, si è detto dispiaciuto per la decisione. “Ritengo che Unicredit debba molto a Jean Pierre, che ha preso le redini del gruppo in un momento molto delicato riuscendo in una straordinaria inversione di tendenza, portando a compimento con successo il Piano Transform 2019 e guidando fermamente il gruppo attraverso la crisi iniziata con la pandemia del Covid-19”, ha spiegato.

 

 

Ora il presidente designato Padoan e il cda inizieranno una ricerca, sia all’interno che all’esterno del gruppo, per identificare il nuovo ceo seguendo un processo di selezione “accurato e rigoroso” che riflette l’impegno del gruppo “per assicurare una solida governance aziendale”. Tra i nomi circolati ci sono anche quelli di Fabio Gallia, ex capo di Bnl, e di Marco Morelli, ex numero uno di Mps. L’ipotesi Matteo Del Fante, ad di Poste Italiane, è stata subito negata dal suo gruppo come “destituita di ogni fondamento”.

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