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Che anno sarà per le startup

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L’ecosistema italiano ha ‘retto’ il colpo della pandemia e continua ad allargarsi. Fotografia dell’anno che si è appena chiuso per capire le tendenze del 2021. La versione completa di questo articolo, a firma di Carlotta Balena, è disponibile sul numero di Fortune Italia di gennaio 2021.

 

 

NON SI TORNA INDIETRO. Se è vero che bisogna sempre guardare al lato positivo, allora c’è da dire che una cosa buona, questo 2020 che si è appena chiuso, l’ha fatta. Ha portato una ventata di digitalizzazione che in condizioni normali avremmo avuto nel giro di qualche anno. Chi si occupa di innovazione, il bicchiere lo vede mezzo pieno per inclinazione naturale. Ma sono soprattutto i dati su startup e pmi innovative con cui abbiamo chiuso l’anno a farci ben sperare per il prossimo. E che ci indicano quali saranno le aziende da tenere d’occhio nel 2021.

 

Cominciamo col dire che l’ecosistema continua a crescere: secondo i dati del Mise, che tiene il Registro delle imprese, nel 2019 erano 10.630 le startup italiane, mentre nel 2020 se ne sono contate 12.068, pari al 3,3% di tutte le società di capitali di recente costituzione. Poi ci sono gli investimenti raccolti. Su queste pagine avevamo definito la pandemia come uno ‘tsunami’ che ha investito alcune aziende e ne ha fatte emergere altre. Gli investimenti non si sono fermati e ci sono state anche diverse acquisizioni. Secondo i dati della School of management del Politecnico di Milano, nel 2020 le startup italiane hanno raccolto 683 mln di euro, circa 11 mln in meno di quanto raccolto nel 2019.

 

Una decrescita estremamente contenuta se confrontata al periodo storico unico che il nostro Paese e tutto il resto del mondo hanno dovuto affrontare. Gli investimenti da attori formali sono stati la prima fonte di finanziamento con una quota del 42% del capitale a disposizione e sono il comparto a cui si deve quasi interamente la tenuta dell’ecosistema in un anno così difficile. Crescono di circa il 34%, passando dai 215 mln del 2019 ai 288 mln del 2020. Il taglio medio degli investimenti dei Venture Capital si abbassa rispetto al 2019, con il 44% delle operazioni di valore superiore al milione di euro (rispetto al 66% dello scorso anno): tuttavia l’ecosistema italiano è riuscito a mettere a segno ben 12 grandi operazioni superiori ai 10 mln di euro. “Se la speranza per il 2020 era quella di raggiungere o addirittura superare finalmente la soglia di 1 miliardo di euro di investimenti equity in startup hi-tech italiane, lo shock e la relativa crisi legata al Covid-19 hanno costretto l’ecosistema a fare i conti con una realtà ben diversa: dove la parola chiave non fosse necessariamente ‘crescita’ bensì tenuta” ha commentato Antonio Ghezzi, Direttore dell’Osservatorio startup hi-tech del Polimi.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di gennaio 2021. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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