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Ferragamo cambia governance e brilla in Borsa

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Da LuxuryandFinance – In luce Salvatore Ferragamo a Piazza Affari. Il titolo viaggia con un rialzo del 5,85% a 16,1 euro, a poche ore dall’avvio delle contrattazioni. Il mercato guarda con attenzione a quelle che potrebbero essere le prossime mosse della maison, soprattutto alla luce di quanto annunciato ieri in seno alla holding di controllo, la Ferragamo Finanziaria, che controlla Salvatore Ferragamo con il 54% del capitale e il 70% dei diritti di voto, in relazione al cambio della governance.

 

Un passaggio che potrebbe preludere operazioni straordinarie, dunque fusioni o acquisizioni prossime future. Il board di Ferragamo Finanziaria ha infatti cooptato ieri, quale consigliere, un manager dello spessore di Claudio Costamagna. Quest’ultimo entra in sostituzione di Giuseppe Anichini, che lavora in Ferragamo sin dagli anni Sessanta e che è stato nominato Presidente d’Onore.

 

“In vista della scadenza di marzo per il deposito della lista per il rinnovo del cda della controllata, Ferragamo Finanziaria ha iniziato le valutazioni in merito alla nuova governance” ha spiegato la società. Il board di Salvatore Ferragamo è infatti in scadenza ad aprile, con l’approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2020.

 

Due le novità più importanti. Innanzitutto, la volontà di ridurre il numero di consiglieri della controllata, che oggi sono 13, “attribuendo, secondo le best practices, un maggiore spazio a quelli indipendenti”. Poi la decisione relativa al nuovo presidente, che “non sarà esecutivo”, con l’incarico a una primaria società di Executive Search di selezionare e proporre i componenti per il nuovo consiglio di amministrazione che oggi è così composto: Ferruccio Ferragamo, presidente; Micaela Le Divelec Lemmi, Ceo; Miche Norsa, vicepresidente esecutivo; Lidia Fiori, Angelica Visconti, Umberto Tombari, Marzio Saà, Peter K.C. Woo, Giovanna Ferragamo, Diego Paternò Castello di San Giuliano, Leonardo Ferragamo, Francesco Caretti, Chiara Ambrosetti.

 

Gli analisti di Equita, evidenziando anche il minor peso che rivestirebbe la famiglia in seno al Consiglio, ricorda anche che indiscrezioni di stampa vorrebbero in uscita Le Divelec e Norsa. “Un cambio di management ci sembra possibile, con l’obiettivo di accelerare il rilancio del marchio” sottolineano da Equita. “Dall’altro lato, ridurre il numero dei componenti della famiglia potrebbe essere visto come un segnale di maggiore apertura a progetti di integrazione con realtà esterne”. Ai prezzi attuali, intorno ai 15 euro, il titolo “a nostro avviso sconta già in buona parte ipotesi di M&A”.

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