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Ricerca, Metta (Iit): Una ‘Volta Society’ per ripartire dalla tecnologia

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giorgio metta iit ricerca

Una ‘Alessandro Volta Society’: è la proposta di Giorgio Metta, Direttore scientifico dell’istituto italiano di tecnologia, per ripartire attraverso ricerca e trasferimento tecnologico.

La Fraunhofer-Gesellschaft è un’organizzazione che raccoglie una settantina di istituti di scienze applicate in tutta la Germania, dà lavoro a decine di migliaia di ricercatori, gestisce un budget annuale di 2,8 mld di euro e rappresenta un punto di riferimento per tutta l’industria tedesca. Secondo Giorgio Metta, Direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit), costruire un sistema del genere in Italia significherebbe indirizzare nel migliore dei modi gli sforzi per la ripresa economica dopo la pandemia. Significherebbe superare quello “scalino” che ci separa da quel bagaglio di infrastrutture, talento e know how che, passata la pandemia, consentirà di affrontare la sfida dello sviluppo sostenibile. Giorgio Metta ha anche dato un nome a questa versione italiana del Fraunhofer tedesco: la chiama, eloquentemente, ‘Alessandro Volta Society’.

In cosa consiste il modello della Volta Society? Quali opportunità potrebbe aprire per il Paese?

Inizio facendo un passo indietro. In Italia si sia dimostrando da tempo che siamo in grado di fare ricerca di ottima qualità e con modelli innovativi. L’istituto che dirigo, ad esempio, rappresenta uno di questi modelli. La mia proposta è quella di trasformare questa esperienza che abbiamo come singolo istituto in una società di istituti, un network fondato sullo stesso modello, ma dove ogni istituto lavora su aree tematiche diverse. Ovviamente va fatto costruendo una strategia nazionale dove si individuino a priori le aree tematiche da sviluppare. Parliamo di aree molto ampie. Una potrebbe essere quella della robotica e dell’automazione (noi dell’Iit ne facciamo tanta) un’altra potrebbe essere quella relativa all’Agrifood, poi l’intelligenza artificiale e così via.

Questo network di istituti di ricerca è un progetto di breve o di lungo periodo?

Penso che si possa partire molto velocemente, perché abbiamo un modello copiabile come quello dell’Iit, quindi si tratta di fare ‘fotocopie’ a livello di organizzazione e fare una campagna di recruitment molto decisa nel mondo della ricerca, soprattutto quello internazionale, cercando di riportare in Italia una serie di talenti che abbiamo, per il momento, perduto. Secondo me in 12 mesi si può mettere ‘un seme’ per questo tipo di attività. Poi ovviamente la ricerca non è mai di brevissimo periodo, i risultati si vedono più lentamente. Ma l’Iit è arrivato in 4-5 anni a raggiungere risultati nel trasferimento tecnologico e ad attirare finanziamenti industriali.

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