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Turchia, Michel il peggiore sulla scena

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Il potere delle immagini è spesso superiore a quello delle parole. Il video, e le foto, della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen seduta su un divano, di fronte al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, seduti sulle due poltrone al centro della scena, resteranno nella storia. Servono però le parole giuste per raccontare quello che quest’immagine rappresenta. Ci sono, insieme, tutti gli elementi che contribuiscono ad allontanare ancora di più la Turchia dall’Europa. E che rendono uno sgarbo istituzionale una dichiarazione di ostilità alla civiltà occidentale.

Non possono che essere tenuti insieme l’assurdità di un protocollo che non rispetta le donne con la chiara volontà di non riconoscere il ruolo e il peso del presidente della Commissione Ue. Basta guardare il video per cogliere l’ostentata manifestazione di machismo insieme all’imbarazzo di Von der Leyen e alla pochezza di Michel, che si è prestato al protocollo, abdicando alla sua cultura, al buon senso e alla buona educazione, pur di compiacere Erdogan. È lui che avrebbe potuto ribaltare la scena e resta quindi lui il peggiore sulla scena.

Due uomini, una donna e un gesto profondamente politico. Che contribuisce ad allontanare invece che a unire.

La parità di genere è tra i diritti civili tra quelli sistematicamente calpestati nella Turchia di Erdogan. Ma c’è di più. Con lo stesso sfondo, e le stesse sedie, Erdogan ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel, normalmente seduta al suo fianco.

 

 

Oggi, invece, la scelta di rottura. In presenza di un altro uomo, Michel, che rappresenta i singoli stati membri in quanto presidente del Consiglio Europeo. Insieme all’affronto alla donna Ursula Von der Leyen c’è anche l’affronto al presidente della Commissione Ue. Ovvero, la volontà di mettere in secondo piano, relegata su un divano, il rappresentante dell’istituzione sovranazionale. C’è, con il machismo e la scortesia istituzionale, una chiara rivendicazione sovranista. Con cui l’Europa dovrà fare i conti.

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