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I costi nascosti del 5G e il peso dei fornitori ‘non affidabili’

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5g wind tre

Per il 2024 In Italia potrebbero esserci fino a 16 mld di euro di possibili costi tra quelli evidenti e quelli nascosti derivanti da problemi nell’utilizzo della rete 5G e di tecnologie di fornitori ‘non affidabili’. È la stima fatta da Cefriel, centro di innovazione digitale fondato dal Politecnico di Milano, nell’ambito di uno studio indipendente condotto da un team multidisciplinare di ricercatori francesi, tedeschi, portoghesi e italiani, guidati dal Brandenburg Institute for Society and Security (Bigs) e finanziato dal Dipartimento di Stato americano.

L’obiettivo dell’analisi è valutare i costi nascosti che si presentano nel tempo nelle reti 5G quando si sfruttano tecnologie dei cosiddetti fornitori ‘non affidabili’ ed effettuare un’analisi comparativa della situazione nei singoli Paesi. L’Italia è uno di questi, visto che si trova ad affrontare la questione 5G, dalle opportunità alle criticità in termini di sicurezza.

“Oltre agli ovvi costi emergenti nel caso in cui una rete 5G, considerata struttura supercritica, venga compromessa”, spiega Enrico Frumento, Cybersecurity senior specialist di Cefriel, “ci sono anche costi meno visibili che si presentano quando la confidenzialità e l’integrità della rete e dei suoi dati vengano compromesse”.

I cosiddetti costi del ciclo vita “sono considerati nascosti poiché diventano evidenti solo successivamente nel tempo, o perché sono sostenuti da persone o istituzioni diverse da quelle che hanno pianificato l’architettura della rete 5G, discusso ed accettato i rischi legati ai fornitori non affidabili”, conclude Frumento.

Lo studio ha rilevato come governi, compagnie e società, si aspettino un elevato grado di affidabilità delle reti 5G, considerate infrastrutture supercritiche. I criteri di affidabilità che si stanno definendo includono la parte tecnologica, il pieno rispetto di leggi e norme del Paese al quale la tecnologia viene fornita, ma anche una completa trasparenza in termini di indipendenza politica.

Secondo lo studio i costi possono essere di varie tipologie.

Costi del centro di prova e validazione

La recente normativa legata al Perimetro di sicurezza sazionale cibernetica prevede la creazione di un Centro valutazione e certificazione nazionale, il cui scopo si estende oltre le problematiche del 5G. Per quanto riguarda le reti internet di nuova generazione, la sua missione è quella di individuare eventuali bug malevoli, presenti, ad esempio, negli aggiornamenti periodici del software dei dispositivi di una rete 5G. Si stima che questo centro possa avere un costo di 40 mln di euro annui.

Costo infrastrutture critiche e di protezione civile ridondanti

La presenza di fornitori non affidabili in una futura rete di telecomunicazione 5G potrebbe costringere il governo ad investire in un’infrastruttura ridondante controllata dallo Stato per alcune categorie di servizi. Nel caso di enti come, ad esempio, la protezione civile, la stima sarebbe di circa 700 mln di euro, considerando lo stato attuale di sviluppo del 5G in questo specifico settore.

Costi dello spostamento della domanda

Cefriel stima che, in caso di criticità, oltre la metà del mercato italiano delle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale potrebbe spostarsi verso reti operate da tecnologie affidabili, per un valore intorno agli 1,34 mld di euro. Nel 2020, il mercato italiano (31,58 miliardi di euro) presenta dimensioni che sono meno della metà di quello tedesco, con solo una percentuale leggermente superiore di entrate generate dai servizi di telecomunicazione mobile (47,41% rispetto a 43,97% della Germania) e una più bassa percentuale di utenti business (18%) sul totale delle entrate.

Costi per violazioni dei dati

La proiezione dei costi annui per una violazione di dati sensibili sulla rete 5G, secondo una stima prudenziale, ammonta per il 2024 a circa 580 mln di euro. Questo valore si basa su una prima stima di penetrazione della tecnologia, calcolata all’8,9% della capacità totale entro il 2024. Considerando una seconda ipotesi, che si basa su una maggiore presenza di reti 5G non affidabili, lo studio stima che i costi potrebbero salire fino a 8,5 mld di euro.

Costi evidenti

I costi più evidenti derivanti dalla adozione di fornitori non affidabili insorgono quando i loro dispositivi vengono impiegati per sabotare un’intera economia. Questo scenario rappresenta sicuramente la situazione peggiore possibile. L’effetto sul Pil italiano, per via della pervasività prevista della infrastruttura 5G, potrebbe essere paragonabile a quello derivante da scioperi generali di alcuni giorni o di un lockdown totale durante una pandemia. Prendendo come riferimento il Pil italiano del 2019 pari a 2.450 mld di euro, un’interruzione del ciclo produttivo di soli tre giorni si tradurrebbe in un ammontare assoluto di 5,25 mld di euro, senza considerare ulteriori effetti a cascata, come i costi di un’eventuale riparazione d’emergenza post incidente. La stima, secondo Cefriel, è da considerarsi ottimistica, essendo in generale, quasi impossibile riuscire a ripristinare completamente una rete di tale complessità in soli tre giorni.

 

Courtesy Cefriel
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