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L’Italia raggiunge l’Europa, Pil a +4,2% nel 2021 e +4,4% nel 2022

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paolo gentiloni pil ue

L’Italia, tra 2021 e 2022, non sarà il fanalino di coda della crescita economica Ue: la Commissione Europea, infatti, ha rivisto al rialzo le stime sul Pil italiano nel biennio. Stime, per una volta, in linea con quelle dell’Eurozona e che riporteranno nel 2022 il prodotto interno lordo del nostro Paese ai livelli pre-crisi.

Se da una parte le previsioni sono confortanti (e lo sono grazie all’inclusione nelle stime del Pnrr) non va dimenticato con quale debito pubblico l’Italia uscirà dalla ripresa post Covid: toccherà il 160% (159,8, per la precisione) nel 2021, scendendo al 156,6% nel 2022.

Intanto, sulla base delle previsioni economiche di primavera diffuse oggi, “la clausola generale di salvaguardia”, che sospende l’obbligo di attuare le regole del patto di stabilità, “rimarrà in vigore fino alla fine del 2022”, ha confermato il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Bruxelles.

Le previsioni

Nelle previsioni economiche di primavera, rese note oggi, l’esecutivo Ue stima una crescita del Pil italiano del 4,2% nel 2021, rispetto al +3,4% stimato a febbraio, e del 4,4% nel 2022, rispetto al precedente +3,5%.

A migliorare l’outlook per il nostro Paese rispetto a tre mesi fa è anche l’inclusione del piano nazionale di ripresa e di resilienza nelle stime della Commissione, che in febbraio non disponeva di elementi sufficienti per stimarne l’impatto.

L’andamento dell’economia è ora atteso, per quest’anno e per il prossimo, in linea con la media dell’Eurozona: è una novità per un Paese che tradizionalmente fa da fanalino di coda nelle stime della Commissione.

La crescita prevista dell’area euro è allineata con quella italiana: per il 2021 è attesa al +4,3% (3,8% la stima del febbraio scorso), appena 0,1 punti percentuali in più rispetto all’Italia, e per il 2022 al 4,4% (la stima precedente era sempre del 3,8%), perfettamente in linea con il nostro Paese.

Qualsiasi previsione sul futuro economico europeo è, ovviamente, legata all’evolversi della pandemia e delle campagne vaccinali. “Mantenere un passo rapido nelle vaccinazioni nell’Ue sarà cruciale per la salute dei nostri cittadini e anche per l’economia. Rimbocchiamoci le maniche”, ha detto Gentiloni, presentando a Bruxelles le previsioni economiche. Ad oggi in media nell’Unione Europea, secondo Gentiloni, “oltre il 76% delle persone con almeno 80 anni di età hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e più della metà sono vaccinati completamente”. Andando avanti, la Commissione si attende che “la pandemia evolva in un modo che consenta un allentamento marginale delle restrizioni nel corso del secondo trimestre, cosa che già osserviamo in un certo numero di Paesi”, conclude.

Il confronto con l’anno della pandemia

Nel 2020 l’area euro ha visto una caduta del Pil del 6,6%, a causa della pandemia di Covid-19. Nell’Ue a 27 il Pil è atteso in crescita del 4,2% quest’anno e del 4,4% il prossimo, dopo il -6,1% del 2020. Mentre l’Italia, dopo aver lasciato sul terreno l’8,9% nel 2020, si allinea con la media dell’Eurozona (+4,2% nel 2021 e +4,4% nel 2022), la Francia è attesa a +5,7% nel 2021 e +4,2% nel 2022 (-8,1% nel 2020).

La Germania, che nel 2020 ha ceduto il 4,9%, quest’anno dovrebbe crescere del 3,4% e nel 2022 del 4,1%. La Spagna, che nel 2020 era crollata del 10,8%, è attesa a +5,9% nel 2021 e a +6,8% nel 2022. L’Olanda, dopo aver ceduto il 3,7% nel 2020, nel 2021 il Pil sale del 2,3%, per accelerare al +3,6% nel 2022. Fuori dall’euro la Polonia segna +4% nel 2021 e +5,4% nel 2022, dopo -2,7% nel 2020. La Romania, dopo il -3,9% del 2020, è attesa a +5,1% quest’anno e a +4,9% il prossimo. Nell’area euro l’inflazione è vista salire all’1,7% nel 2021, rispetto allo 0,3% del 2020, per poi flettere all’1,3% nel 2022. Solo in Germania e Lussemburgo dovrebbe superare il 2% nel 2021, al 2,4% nel primo caso e al 2,1% nel secondo

I dati sul debito pubblico

Finora, a causa della pandemia, il debito pubblico italiano è aumentato di circa venti punti percentuali, in rapporto al Pil. Nel 2019 era già molto alto, e ammontava al 134,6% del Prodotto interno lordo. Le previsioni, però, sono ancora più impressionanti: l’Europa prevede una crescita al 159,8% del Pil quest’anno, dopo il 155,8% del 2020, per poi flettere al 156,6% nel 2022.

Il debito pubblico è salito in tutta l’area euro: in media è atteso al 102,4% del Pil nel 2021 e al 100,8% nel 2022, dopo il 100% del 2020 e l’85,8% del 2019.

In Italia, come nell’area euro in generale, sale anche il deficit, la differenza tra entrate e uscite dello Stato: nel 2020 è stato pari al -9,5% del Pil, nel 2021 dovrebbe salire a -11,7% per calare al -5,8% nel 2022.

Nell’intera Eurozona il dato è atteso al -8% nel 2021 e al 3% nel 2022, dal -7,2% del 2020 e il -0,6% del 2019. Il peggioramento dei conti pubblici è l’effetto diretto del sostegno pubblico fornito all’economia di fronte alla pandemia di Covid-19, per evitare danni più gravi, come fallimenti aziendali a catena e disoccupazione di massa.

Il debito pubblico, ha sottolineato il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, sarà superiore al 100% del Pil “in sette Paesi” dell’area euro, cioè Belgio (115,3% nel 2021), Grecia (208,8%), Spagna (119,6%), Francia (117,4%) Italia (159,8%), Cipro (112,2%) e Portogallo (127,2%), rispetto ai soli “tre” nel 2019 (Grecia, Italia e Portogallo).

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