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Cdp, il nuovo Ad è il ‘Draghi boy’ Dario Scannapieco

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Discontinuità con il passato e un nome di fiducia. Dopo la designazione dei nuovi vertici di Ferrovie, il ‘metodo Draghi’ si impone anche sulle nomine per Cassa depositi e prestiti. E’ Dario Scannapieco il nome scelto dal governo come amministratore delegato di Cdp. Sarà l’attuale vicepresidente di Bei, la banca di investimenti europei, dunque, a succedere a Fabrizio Palermo, a suo tempo fortemente voluto dal M5s.

Un ruolo strategico per i prossimi mesi, visto che sarà chiamato a occuparsi di Patrimonio destinato, il fondo da 44 miliardi di euro previsto dal decreto Rilancio, del coordinamento e della governance del Recovery fund ma anche della chiusura di dossier importanti come Autostrade o della rete unica.

Nato a Roma il 18 agosto 1967, ha studiato Economia e commercio alla Luiss laureandosi nel 1992. Dopo una prima esperienza in Telecom Italia, nella divisione pianificazione e controllo strategico, nel 1997 consegue il master in business administration presso la Harvard graduate school of business administration di Boston.

Fu proprio dopo gli anni americani che Scannapieco fu scelto per lavorare con l’attuale presidente del Consiglio, entrando in quella schiera di economisti ribattezzati anche ‘Draghi boys’. Da direttore generale del Tesoro, infatti, lo chiamò come consulente del ministero per occuparsi in particolare delle privatizzazioni. Nel 2002, fu poi nominato direttore generale finanza e privatizzazioni del Tesoro sotto il ministro Giulio Tremonti.

Nell’agosto 2007 Scannapieco è poi approdato a Bei, come vicepresidente al posto di Gerlando Genuardi, un mandato rinnovato nel 2013 e nel 2019.

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