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Modificare il Dl Trasporti, appello associazioni

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Rendere ovunque gratuita la sosta sulle strisce blu ai veicoli di chi possiede il certificato di disabilità. Per questo Cittadinanzattiva, Unione Italiana per la lotta alla distrofia Muscolare (Uildm) e la società di consulenza Vera Studio hanno inviato una lettera ai ministri Enrico Giovannini (Infrastrutture e trasporti) e Erika Stefani (Disabilità) per chiedere la modifica dell’art.9 della bozza di decreto legge Trasporti. La richiesta è stata fatta a nome di tutte le associazioni impegnate nella difesa dei diritti delle persone con disabilità.

La richiesta di modifica è da tempo all’attenzione del Governo e più volte il Parlamento ha chiesto di intervenire per far sì che nel nostro Paese le persone con disabilità abbiano tutti gli stessi diritti. “Il diritto ad una piena e agevole mobilità non deve dipendere dalla buona volontà di un sindaco”, si legge in una nota. Oggi una persona con disabilità che vive a Roma non paga la sosta sulle strisce blu, mentre quella che vive a Taranto è tenuto a pagarla. Una situazione a macchia di leopardo unica in Europa che non ha nulla a che vedere con l’autonomia comunale.

“I diritti devono essere garantiti ovunque allo stesso modo”, ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, “mentre questa situazione mostra che alcuni Comuni fanno pagare la sosta oraria ai veicoli al servizio delle persone con disabilità, senza peraltro garantire alle stesse una adeguata mobilità”.

“Basti pensare alle barriere architettoniche nelle nostre città, ai marciapiedi bloccati e ai pochi posti dedicati, spesso occupati abusivamente da automobilisti. Non si può pensare di far pagare la sosta sulle strisce blu quando i pochi stalli dedicati sono spesso già occupati. Molti automobilisti che accompagnavano disabili sono stati persino multati per aver sostato nelle strisce blu senza pagare la tariffa oraria. Oltre al danno la beffa”, conclude Mandorino.

“La cosa che più dispiace è che questa situazione”, prosegue Marco Rasconi, presidente di Uildm, “riguarda amministrazioni di città e comuni di medie e piccole dimensioni (spesso in località turistiche) che non vogliono rinunciare a modesti introiti, pur sapendo che la normativa, sia europea che nazionale, è improntata alla salvaguardia della nostra vita sociale”.

“La mobilità sostenibile non è solo quella legata alla transizione ecologica delle auto o ai monopattini ma è soprattutto quella legata al rispetto dei diritti della persona, come prevede la stessa Agenda 2030 delle Nazioni Unite”, ribadisce Rasconi.

Deluso dal decreto anche Francesco Schlitzer, amministratore delegato di Vera Studio: “Nella bozza del decreto legge Trasporti del Governo non vi è alcuna traccia di quanto abbiamo chiesto e che il Governo si era impegnato a fare. Vi è solo una generica indicazione ai comuni di prevedere degli stalli dedicati alle persone con disabilità”.

“Si tratta di una previsione che non cambia nulla rispetto alla situazione attuale, prosegue Schlitzer, “eppure il Governo si è recentemente impegnato con la Mozione presentata dall’onorevole Lisa Noja a procedere in questa direzione”.

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