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Pil, Franco e Visco ottimisti: Può toccare il 5%

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Il ministro dell’economia, Daniele Franco, intravede all’orizzonte la possibilità di crescita del Pil pari o addirittura superiore al 5%. Un ottimismo condiviso anche dal presidente della Banca d’Italia, Ignazio Visco. L’assemblea dell’Abi diventa occasione per fare il punto sullo stato dell’economia italiana e gli interventi sembrano tutti permeati da quello ‘sguardo fiducioso nel futuro’ che da qualche settimana predica anche il premier, Mario Draghi. Ma con quella sua stessa avvertenza a essere prudenti perché la vera sfida non è tornare ai livelli pre-Covid ma “uscire dalla lunga stagnazione che ha preceduto la crisi pandemica”.

Il responsabile di via XX settembre ricorda che il Def “aveva stimato una crescita 2021 del 4,5%” e che “in quel momento si trattava di una delle previsioni più ottimistiche”, ma ora dopo i dati positivi sul primo e sul secondo trimestre “il recupero del Pil pari o superiore al 5% appare raggiungibile, così come il ritorno al livello del Pil precrisi entro il terzo trimestre del 2022″.

Stime che vengono condivise anche dal numero uno della Banca d’Italia. “In Italia, grazie al buon andamento della campagna di vaccinazioni e al miglioramento del quadro sanitario, la ripresa economica – sottolinea – si sta consolidando. Potrebbe toccare valori intorno al 5 per cento, consentendo un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020“. Ma resta l’invito a non dimenticare che “l’incertezza resta però elevata” e oltre al quadro Covid riguarda anche i rischi di “ritardi nell’attuazione delle misure di rilancio previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”, che “potrebbero indebolire le prospettive sulla domanda aggregata e sull’occupazione”.

Per Franco, comunque, il Pnrr “rappresenta un’occasione importante per dare impulso al Paese, ma non deve essere considerato la panacea per tutti i ritardi della nostra economia” e “va pensato piuttosto come una componente di una più ampia strategia di politica economica per rendere il paese più dinamico e inclusivo. Serve qui uno sforzo corale”.

La sfida principale per la politica economica, secondo il ministro, resta quindi quella di “uscire dalla lunga stagnazione che ha preceduto la crisi pandemica, recuperando il ritardo accumulato rispetto alle altre grandi economie avanzate“. Anche in quest’ottica, quindi, “la politica di bilancio quest’anno è stata fortemente espansiva” e “resterà tale anche nel 2022 anche se con un disavanzo molto inferiore”.

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