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Imparare l’educazione finanziaria a scuola. La proposta all’esame del Senato

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Scoprire già sui banchi di scuola cos’è, per esempio, un Btp oppure una fideiussione. Proprio come si impara come funziona il Parlamento o di quanti articoli è composta la Costituzione. Insomma, inserire l’educazione finanziaria tra le materie oggetto dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica prevista nel primo e secondo ciclo scolastico. A chiederlo è un disegno di legge presentato a palazzo Madama da Mauro Marino, senatore di Italia viva e dalla collega Daniela Sbrollini (identico testo è stato anche depositato da Massimo Ungaro alla Camera).

La proposta nasce da alcuni dati che indicano il ritardo del nostro Paese su questo terreno. Una ricerca pubblicata dalla Banca d’Italia nel 2018 ha rilevato, infatti, che rispetto agli altri Paesi dell’Ocse c’è un divario sostanziale del livello di conoscenze di base dei temi legati alla finanza personale, al risparmio e agli investimenti. Secondo i dati riportati, solo il 30 per cento dei soggetti in Italia è dotato di un’alfabetizzazione finanziaria, mentre la media negli altri Paesi è del 62%. Ma emergono anche enormi disparità sulla base del genere, del ruolo professionale e della distribuzione territoriale.

Inoltre, come si legge nella relazione che accompagna il disegno di legge, secondo il Rapporto 2018 del ‘Programme for international student assessment’ dell’OCSE, nella financial literacy, cioè nella comprensione dei concetti e dei rischi finanziari, i cittadini italiani di quindici anni di età hanno un punteggio medio di 476 punti, inferiore a quello della media degli altri Paesi della stessa area che è di 505 punti.

“Nella scorsa legislatura – spiega Marino – avevo promosso un paio di indagini conoscitive sul sistema bancario dalle quali era emersa chiaramente l’ignoranza con cui molti sottoscrittori di cose che poi si sono rivelate dei flop, approcciavano questo tema”.

Secondo il senatore renziano, la strada maestra per colmare questo gap è proprio quella dell’istruzione scolastica. La genesi della proposta risale a circa cinque anni fa, quando – d’accordo con l’allora ministro dell’economia Padoan – venne fatto un primo step. “Avevamo visto – spiega il senatore – che c’erano tantissime iniziative su questo tema, ma andavano ognuna per conto proprio e quindi abbiamo avvertito la necessità di creare le condizioni perché ci fosse una specie di arbitro che permettesse il coordinamento delle varie iniziative”.

Nel 2017 viene istituito presso il Mef il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria – presieduto da Annamaria Lusardi – che ha proprio “il compito di programmare e promuovere iniziative di sensibilizzazione ed educazione finanziaria per migliorare in modo misurabile le competenze dei cittadini italiani in materia di risparmio, investimenti, previdenza, assicurazione”.

Ed è proprio in accordo con Lusardi che Marino decide di rilanciare una proposta che aveva già presentato nella passata legislatura e che, affrontando lo stesso tema in maniera più ampia, punta “a sviluppare la pratica educativa della cittadinanza economica, sia sotto il profilo formativo della gioventù in età scolare, sia sotto il profilo educativo della collettività in età adulta”.

“L’ambizione – rilancia – è quella di coinvolgere non soltanto le scuole, ma anche la piccola imprenditorialità, le fasce deboli. Coloro che hanno tanti soldi si mettono nelle mani di un consulente finanziario, ma manca a monte quella conoscenza necessaria che può permettere a chiunque di capire come avvicinarsi a un mondo che è diventato di una complessità di non poco conto”.

Adesso i due disegni di legge sono stati abbinati, insieme ad un ulteriore testo presentato dal forzista Dario Damiani sempre per “l’introduzione dell’insegnamento di educazione economica e finanziaria nelle scuole primarie e secondarie”, e dovrebbero cominciare il proprio iter congiunto presso la commissione Cultura di palazzo Madama la settimana prossima.

“Abbiamo seminato un terreno e adesso, dopo averlo innaffiato, proviamo a fare un po’ di raccolto”, auspica il senatore di Iv.

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